I 10 migliori giochi della saga Resident Evil

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Resident Evil è una saga di videogiochi horror dal successo incredibile, caratterizzata da un’atmosfera unica, personaggi iconici e un gameplay che spinge il giocatore a ragionare sugli enigmi e sulle strade da percorrere.

In attesa di Resident Evil: Requiem, in arrivo il 27 Febbraio 2026, ecco i dieci migliori giochi della serie horror targata Capcom. C’è da fare una premessa doverosa: ho dovuto escludere i remake, per evitare di inserire nella classifica lo stesso titolo due volte. Detto questo, spegnete le luci, accendete la torcia e immergetevi nel lugubre mondo di Resident Evil.

 

10. Resident Evil 5

 

Resident Evil
Chris Redfield e Sheva Alomar in azione nel quinto capitolo.

 

Resident Evil 5 è stato criticato fin dalla sua uscita nel 2009, per via di una componente action forse troppo marcata rispetto ai capitoli precedenti e per le ambientazioni “sotto la luce del sole” in contrasto con le atmosfere horror e lugubri tipiche del franchise. I difetti però, almeno secondo il mio giudizio, si fermano qui, in quanto ritengo questo quinto capitolo davvero memorabile, seppur non perfetto, con un gameplay da sparatutto in terza persona davvero divertente (specialmente se giocato in cooperativa, offline o online con un amico).

Non mancavano le interazioni tra Chris Redfield e la sua alleata Sheva Alomar, che il secondo giocatore poteva impersonare venendo rapito dalla sua ottima caratterizzazione e personalità. Si aggiungevano sezioni abbastanza toste contro una varietà immensa di nemici – tra infetti e mostri creati in laboratorio – e in ultimo boss fight davvero spettacolari.

Ho deciso di premiarlo non solo per la giocabilità, ma anche per la sua componente narrativa. La trama principale vede il confronto finale tra Chris Redfield e Albert Wesker, con l’inaspettato ritorno di un personaggio amato (chi ha giocato il titolo saprà sicuramente di chi stiamo parlando). Momenti emozionanti, un sapiente uso dei personaggi e una degna chiusura della rivalità tra Redfield e Wesker rendono la storia davvero molto riuscita.

 

 

9. Resident Evil: Revelations

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Jill Valentine, storica eroina del franchise, dentro una nave abbandonata.

 

Nel 2012 uscì Resident Evil: Revelations per Nintendo 3DS e successivamente anche per le console casalinghe. In questo prequel – ambientato alcuni anni prima del quinto capitolo – la storia vedeva come protagonisti alcuni membri della BSAA, un gruppo militare il cui obiettivo è eliminare ogni arma biologica creata dalle varie organizzazioni, come per esempio la Umbrella Corporation.

Tra i vari eroi di cui era possibile vestire i panni vi erano Jill Valentine e Chris Redfield (presenti anche nel primissimo capitolo) intenti a fermare una minaccia bioterroristica orchestrata da un misterioso personaggio. La trama funzionava, tra colpi di scena inaspettati e momenti emozionanti e inquietanti allo stesso tempo.

Le meccaniche di gioco erano quelle di un survival horror con visuale in terza persona. I nemici erano davvero opprimenti, con sezioni quali la celebre nave abbandonata vista a inizio del gioco; per non parlare delle boss fight, che tenevano il giocatore impegnato, soprattutto quella finale. Lato gameplay era un gradito ritorno alle atmosfere orrorifiche, con i personaggi a cui eravamo da sempre legati.

Inoltre Revelations fu il primo gioco della saga a essere doppiato in italiano. Per esempio Chris e Jill erano doppiati rispettivamente da Claudio Moneta e Debora Magnaghi, le celebri voci di Goku e C-18 in Dragon Ball Super. Bisogna ammettere che sono stati davvero magistrali nei ruoli di questo splendido titolo.

 

8. Resident Evil Zero

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Rebecca Chambers e Billy Coen a bordo del treno infestato.

 

Resident Evil Zero è un prequel ambientato poco prima degli eventi narrati nel primo capitolo. Uscito su Game Cube nel lontano 2002 e diversi anni dopo anche su Playstation e Xbox, ricevette pareri positivi sia da parte della critica sia da parte del pubblico, poiché la formula classica della saga (telecamera fissa, enigmi e chiavi da trovare per andare avanti) funzionava ancora e fu infatti l’ultimo – oltre al remake del primo episodio – ad utilizzarla.

Non solo, questo prequel fu interessante anche dal punto di vista narrativo: Rebecca Chambers era una protagonista amata dai giocatori per via della sua personalità dolce, coraggiosa ma fragile, a tal punto che l’abbiamo poi rivista nei film in computer grafica moderni intitolati Resident Evil: Vendetta e Resident Evil: L’isola della morte.

Billy Coen fu un ottimo co-protagonista. Un prigioniero che si affeziona pian piano alla nostra eroina, aiutandola spesso, e la cui storia mi ha davvero colpito per la sua crudezza e per le ingiustizie che gli sono capitate.

Il gioco è amato tuttoggi dai patiti dei survival horror. Emersero però alcune critiche inerenti l’assenza dei bauli, che nei capitoli precedenti erano fondamentali per posare temporaneamente gli oggetti e ritrovarli nella stanza di salvataggio dei dati successiva, cosa che rese il gioco più ostico da questo punto di vista. Tuttavia ciò non minò affatto l’elevata qualità generale.

 

 

7. Resident Evil: Village

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Lady Dimitrescu, una degli antagonisti di Resident Evil: Village.

 

Resident Evil: Village, uscito nel 2021, è il sequel diretto di Resident Evil 7: Biohazard che vedremo poco più avanti in classifica. Un gioco che fondeva le atmosfere e il gameplay in prima persona con alcuni elementi ripresi dal quarto capitolo, come la presenza del mercante, qui chiamato Duca: da lui potevamo comprare armi, munizioni e risorse, nonché compiere alcuni incarichi secondari per conto suo.

Non mancava ovviamente un’ottima gamma di nemici che ostacolavano il protagonista Ethan Winters all’interno del villaggio: non solo i mostri generici come i lycan, creature simili a zombie e esseri fatti di carne e innesti meccanici, ma anche antagonisti carismatici come Madre Miranda, Karl Heisenberg e Lady Dimitrescu. Ethan quindi doveva lottare con le unghie e con i denti per salvare sua figlia Rose, avuta con la moglie Mia.

Qui Chris Redfield aveva un ruolo più importante rispetto a quanto visto nel settimo capitolo e sarebbe stato poi presentato apparentemente come un antagonista, ma era veramente così? Questo lo dovrete scoprire provando questa splendida esperienza.

Un capitolo meraviglioso, che grazie al New Game Plus (rigiocare la trama con gli stessi oggetti, armi e munizioni ottenuti a fine gioco) e ai vari segreti che popolano il villaggio vorrete rigiocare più volte.

 

6. Resident Evil 7: Biohazard

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La famiglia Baker, gli antagonisti del settimo capitolo.

 

Con il settimo capitolo, uscito nel 2017, la saga ritornava definitivamente alle radici horror del franchise, rinnovandone meccaniche di gioco e trama.

Resident Evil 7: Biohazard rinnovava il gameplay perché la visuale era in prima persona, scelta molto azzeccata che aumentava l’immedesimazione con il nostro personaggio; l’ambiente e l’atmosfera erano davvero molto inquietanti e mettevano addosso molta ansia, poiché i nemici erano molto più opprimenti e ti sbucavano da dietro quando meno te lo aspettavi. Tutto questo e in più elementi classici come le munizioni limitate, il backtracking, gli enigmi, le stanze in cui salvare i dati e le risorse curative come l’erba.

Rinnovava la trama perché per la prima volta in un capitolo principale vestivamo i panni di un normalissimo civile che veniva introdotto nel mondo delle armi biologiche. Ethan Winters era infatti un signor nessuno che doveva salvare sua moglie Mia all’interno di una fattoria in Louisiana ed era in quell’abitazione che avrebbe vissuto l’esperienza terrificante che lo cambierà per sempre.

Vi sono anche citazioni davvero riuscite al cinema horror. La scena della cena con i Baker ricorda molto la scena della cena con gli Hewitt di Non aprite quella porta del 1974, ma ci sono anche fasi di gioco simili ai found footage, i film girati con camera a mano in stile falso documentario, un po’ come la saga di REC.

A mio avviso il Resident Evil più riuscito degli ultimi dieci anni, perché ha tutti gli elementi che un capitolo di questa serie deve avere, riuscendo però anche a rinfrescare la formula di gioco.

5. Resident Evil – Code: Veronica

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Chris e Claire Redfield, l’iconico duo fratello e sorella pronti all’azione,

 

Tra i primi cinque posti troviamo uno dei titoli più amati dai fan e di cui molti vorrebbero un remake. Sto parlando ovviamente di Resident Evil – Code: Veronica, uscito nel 2000. I motivi per cui questo gioco è stato così amato dal pubblico sono presto detti.

La storia vedeva come protagonista Claire Redfield, accompagnata dalla nuova spalla Steve Burnside, alla ricerca di suo fratello Chris. Si scoprivano più cose sulla Umbrella Corporation, sui virus, si veniva a conoscenza della famiglia Ashford attraverso il perverso Alfred e la bellissima ma comunque perfida e sadica Alexia. E ovviamente ritornava Albert Wesker, creduto sconfitto durante gli eventi del primo capitolo, e ora potenziato.

Il gameplay era molto simile a quanto visto nei primi tre capitoli, tuttavia vi erano nuove location, nuovi nemici oltre ai soliti zombie e la telecamera non era più fissa, ma seguiva il giocatore fino al lato successivo dell’area; i boss li ritengo i più difficili dell’intera saga e le munizioni venivano meno man mano che si procedeva con la storia, incontrando anche ostacoli non da poco.

C’erano anche delle sezioni in cui poter impersonare sia Steve – in cerca di suo padre e di un modo per aiutare Claire – sia Chris Redfield, in missione per trovare sua sorella Claire e per ostacolare la Umbrella.

Un titolo di tutto rispetto, uno dei miei giochi preferiti per la trama emozionante e molto approfondita, il gameplay a tratti ostico, ma appagante e un sapiente uso dei personaggi. Speriamo che un giorno Capcom possa regalarci un degno remake di questo capolavoro.

 

4. Resident Evil

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Jill e Barry al loro primo incontro con uno zombi,

 

Nel 1996 la leggenda ebbe inizio con il primo Resident Evil, uscito per la prima PlayStation. Il titolo che diede il via ai giochi horror come li intendiamo da sempre e a una delle serie più amate nella storia dei videogiochi.

La trama era semplice: la squadra Alpha della sezione speciale STARS viene chiamata ad indagare in una misteriosa villa per recuperare la squadra Bravo, venendo a conoscenza pian piano degli orrori che si celano dentro di essa. Vestivamo i panni di due protagonisti: Chris Redfield e Jill Valentine. Non mancavano però comprimari carismatici e divenuti celebri come Barry Burton, Rebecca Chambers e Albert Wesker.

Il gameplay era volutamente macchinoso per trasmettere ansia nel giocatore, vi erano enigmi complessi (impossibile dimenticare quello in cui bisognava risolvere un esperimento di chimica e sbagliando usciva un gas tossico dalle pareti). Inoltre era presente una grande varietà di nemici come gli zombie, i cani infetti, creature simili a rettili chiamate Hunter e il temibile mostro umanoide chiamato Tyrant.

Un titolo che è entrato nei cuori di milioni di appassionati, nonostante la trama semplice e i dialoghi molto banali, ma ciò che rese questo gioco un capolavoro furono il gameplay, l’atmosfera e i personaggi entrati nell’immaginario dei videogiocatori.

Il titolo al momento è disponibile sul PlayStation Store assieme al resto della prima trilogia.

 

3. Resident Evil 3: Nemesis

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Nemesis, il mostro nemico principale del gioco.

 

Sul podio troviamo la conclusione della trilogia ambientata a Raccoon City uscita per la prima PlayStation, Resident Evil 3: Nemesis, distribuito nel 1999.

In RE:3 trovavamo Jill Valentine che cercava di fuggire da Raccoon City, ormai devastata dal virus-T che ha trasformato gran parte degli abitanti in zombie o altri tipi di mostri. La nostra eroina veniva inseguita dall’instancabile Nemesis, ma allo stesso tempo era aiutata da un soldato chiamato Carlos Oliveira.

Lo stile di gioco rimaneva invariato, ma veniva aggiunta la schivata per evitare i colpi dei nemici. Nemesis è un avversario che appariva quando meno ve lo aspettavate e la scelta se affrontarlo o meno modificava, anche se di poco, il finale del gioco.

Una conclusione davvero molto coinvolgente per via della sua atmosfera affascinante, ma anche carica di emozioni grazie al rapporto tra Jill e Carlos.

 

2. Resident Evil 2

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Leon, uno dei protagonisti di Resident Evil 2.

 

Resident Evil 2 uscì nel 1998, due anni dopo il suo predecessore e, a detta di molti amanti dei survival horror, rimane il miglior gioco della saga. Per me ci è andato veramente vicino.

Sono molto affezionato a questo secondo capitolo per la sua trama, più articolata rispetto a quella del gioco originale. I protagonisti erano il poliziotto Leon Scott Kennedy e la studentessa Claire Redfield, alle prese con l’epidemia di Raccoon City e anche con le orribili macchinazioni della Umbrella, che approfondivano ulteriormente ciò che era avvenuto nel predecessore.

La presenza della misteriosa e affascinante Ada Wong al fianco di Leon era un elemento fondamentale, visto che avrebbe creato, nel corso degli anni, un rapporto così combattuto e complicato: Leon prova dei sentimenti veri per la spia, ma lei sembra usarlo a volte, anche se non esita ad aiutarlo e a salvargli la vita.

1. Resident Evil 4

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Leon contro gli ostili abitanti del villaggio.

 

Vince la classifica il titolo che ha rivoluzionato completamente non solo il franchise, ma anche il genere degli action in terza persona: Resident Evil 4, uscito nel 2005 inizialmente su Game Cube e poco dopo anche su Playstation 2.

Il titolo era rivoluzionario per via della visuale in terza persona e del perfetto mix tra un horror spaventoso e un action frenetico; addirittura la trilogia di Dead Space ha preso ispirazione dal titolo di Capcom, dal punto di vista di gameplay e atmosfere.

Non solo, in RE:4 si aveva la possibilità di trovare tante armi, usarle contro un’immensa varietà di nemici e mostri terrificanti e magari anche comprare risorse dal Mercante; questo personaggio enigmatico come detto più su sarebbe diventato una figura ricorrente amata da molti fan. Non mancavano però anche alcuni enigmi e momenti davvero spaventosi, come da tradizione per Resident Evil.

La storia era semplice, ma comunque godibile e molto appagante, con il nostro Leon Kennedy che arrivava in un villaggio rurale per salvare Ashley Graham, la figlia del Presidente degli Stati Uniti. Nel tentativo di salvarla, il nostro eroe aveva a che fare con diversi antagonisti quali Jack Krauser, Bitores Mendez e Osmund Saddler (quest’ultimo era un sacerdote responsabile delle cose strane avvenute nel villaggio).

Inoltre Leon aveva anche pochissimi alleati dalla sua parte: Luis Serra, ricercatore riluttante di Saddler; Ada Wong, che stavolta lavorava con Albert Wesker per chissà quali scopi; e la stessa Ashley Graham. Tutti questi personaggi arricchivano una trama molto lineare rendendola davvero avvincente.

Mi sono affezionato molto a questo titolo, fin da quando lo recuperai nel Novembre del 2012 su PS2, completandolo molte volte e inserendolo di diritto tra i miei titoli preferiti di sempre.

 

 

Gabriele Facchini