Ragazze lupo – Recensione

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Mi metto a scrivere la recensione che state leggendo solo poche ore dopo aver terminato la lettura di Ragazze lupo, proprio per darvi a caldo quelli che sono i miei pareri personali su questo libro.

Prima però vorrei che chiudessimo insieme gli occhi. Ok forse non subito (ad occhi chiusi non si legge), fidatevi di me, lasciatevi trasportare dalle note di The guns of Brixton dei Clash e ritornate ai cari vecchi anni 2000 fatti di estetica cyberglam, goth e alle sue serie cult come Skins che ritrae degli adolescenti britannici alle prese con droghe, sesso, disordini alimentari e problemi mentali.

A questo aggiungete una spruzzata di ossessione per la magrezza (heroin chic anni ‘90), modelli da Abercrombie & Fitch (che ti vedevi piantati all’ingresso dei vari negozi e per cui si faceva una fila immensa per avere una loro foto ricordo, Dio che roba assurda), e gente che si veste come le Bratz, Amy Lee (cantante degli Evanescence) o Victoria Beckham e congratulazioni, ora, siete davvero pronti a leggere questo libro.

 

Kaya Scodelario nei panni di Effie nella serie uk Skins
Kaya Scodelario nei panni di Effie nella serie UK Skins

Trama

Si rese conto che morire non era così semplice come aveva creduto.
Il lupo che si nascondeva in lei era molto forte.

Per le strade di Londra si aggira una ragazza lupo: è fragile, impulsiva, ma anche bellissima e indomabile. Kalix, nata in una notte di plenilunio, ha diciassette anni e custodisce dentro di sé una forza immensa, che esplode solo quando si trasforma.

Discende da una delle più antiche e potenti dinastie di licantropi scozzesi, il clan dei MacRinnalch, ma quel sangue nobile non ha ammansito la sua natura ribelle: Kalix ha infranto le regole della sua famiglia innamorandosi di Gawain, mannaro mezzosangue, e soprattutto ha aggredito suo padre, il Signore dei Lupi, lasciandolo in fin di vita. Braccata dai sicari del clan, vestita di stracci e trascinata dal velenoso abbraccio del laudano, ora fugge tra i vicoli oscuri della città.

Intorno a Kalix s’intrecciano i destini di personaggi indimenticabili: la sorella Thrix, stilista di fama mondiale e potente lupa incantatrice chiamata a proteggerla, le cugine innominabili, rinnegate dal clan e diventate voci sregolate della Londra più marcia; e poi la giovane Moonglow e il suo coinquilino Daniel, attratti dall’occulto e sedotti dall’ombra selvaggia di Kalix. La ragazza lupo crede di essersi liberata dal peso del suo destino, ma la feroce lotta per la successione al trono la chiama come un ululato nella notte.

Ragazze lupo è il primo capitolo di una saga diventata un cult dell’urban fantasy, un’avventura che continua ad appassionare generazioni di lettori, in cui i licantropi, proprio come noi, combattono tra legami familiari, amori travolgenti e fragilità nascoste.

TW: Autolesionismo, disturbo del comportamento alimentare, grassofobia

 

Ragazze lupo - Martin Millar edito Mercurio Books
Ragazze lupo – Martin Millar edito Mercurio Books

Il fascino delle ragazze lupo (e di tutta l’allegra brigata)

Kalix è bellissima, ma al limite dell’analfabetismo. È incredibilmente forte nella sua veste lupesca, ansiosa, anoressica, depressa, tossicodipendente, autolesionista e in fuga (non a caso ama le Runaways) dalla sua famiglia di licantropi – terribilmente disfunzionale – dal momento che entrambi i suoi fratelli maggiori Sarapen e Markus vogliono ucciderla.

Da queste premesse appare chiaro che il primo volume della trilogia su Kalix MacRinnalch, lupa mannara scozzese e il suo clan, è figlio della sua epoca, gli anni 2007-2013 in cui l’euforia verso vampiri e licantropi è alle stelle grazie a Twilight di Stephenie Meyer e proliferano opere televisive come Teen Wolf e The Vampire Diaries che affrontano i temi legati all’adolescenza (amore, amicizia, identità, sessualità, attacchi di panico, ansia e insicurezza) ma con un twist fantasy.

Nonostante le 730 pagine, il libro non mi ha mai annoiato. È stato come leggere/vedere una serie tv con un cast fitto di personaggi secondari (avrei aggiunto una lista dei personaggi in fondo al testo, sarebbe stata utile in più momenti) e quasi con ridondanza Millar ripete le informazioni su ognuno di loro (X è il cugino di Y, al compleanno di Maga Livia ci sarà Z, e altri dettagli che vengono elencati all’infinito al limite dell’ossessivo).

 

 

Selfie (Bratz Jasmin) da @juligalm
Selfie (Bratz Jasmin) da @juligalm

 

Nel testo ci è presentato un fitto repertorio di individui più disparati: l’adolescente problematica, Malveria (la Regina del Fuoco, guerriera degli Hiyasta) ossessionata dal diventare la donna più alla moda del suo Regno, Thrix e i suoi fallimenti amorosi (Incantatrice e stilista di successo, anche lei uscita da Victoria’s Secret e sorella di Kalix), la manic pixie dream girl; il ragazzetto sfigatello (innamorato della sua migliore amica goth, hippie new age) che all’improvviso diventa l’ossessione erotica di ogni ragazza nelle sue vicinanze e i maschioni bruti tutto pettorali e poco cervello che fanno impazzire le donne solo perché belli come statue greche.

 

Ragazze lupo è una matassa costituita dall’assembramento non proprio ordinato di fili

La trama di fondo è la guerra tra fratelli (in cui il ruolo più importante è quello della Signora dei Lupi, Verasa) per la supremazia dell’antico clan di lupi mannari dei MacRinnalch, ambientata nella moderna Gran Bretagna. Gran parte del libro riguarda le manovre politiche tra il possente e violento Sarapen e il narcisista, mammone Markus, impegnati a ottenere i voti per il ruolo di Signore dei Lupi alla morte del Capoclan. Le parti in gioco però includono licantropi alcolizzati e assuefatti dal laudano, spiriti del fuoco ossessionati dalla moda, la Corporazione Avenaris – ovvero un gruppo di cacciatori di Lupi Mannari – e due studenti universitari che si ritrovano coinvolti in questa baraonda.

Il numero di sottotrame, le vicende personali di ognuno dei personaggi principali, comunque non va a turbare in alcun modo la trama principale, anzi funzionano proprio perché sono tutti fili conduttori da seguire per essere indirizzati verso l’impresa, o per meglio dire l’evento principale (che viene nominato da inizio romanzo, o quasi).

 

Editoriale fotografico ispirato alle creazioni di Vivienne Westwood per British Vogue (2023) Karolina Spakowski nella foto di Rafael Pavarotti
Editoriale fotografico ispirato alle creazioni di Vivienne Westwood per British Vogue (2023) Karolina Spakowski, nella foto di Rafael Pavarotti

 

La struttura dei capitoli funziona, sono brevi e spesso si concludono con cliffhanger che non appesantiscono la lettura, ma anzi stimolano a proseguire con più interesse. La prosa di Millar è semplice, ma coinvolgente. Le battaglie sono snelle e le descrizioni efficaci e brevi. Il primo libro si legge velocemente (per darvi una stima del tempo, l’ho letto in nove giorni) e secondo il mio parere personale il suo finale può essere inteso come aperto se non si ha voglia di continuare con i successivi libri della saga.

I dialoghi sono naturali, colloquiali, non brillano certo di spessore, ma intrattengono e talvolta fanno anche ridere con il loro humor inglese. Sono leggeri (Kalix alla domanda del perché abbia di nuovo gli abiti indosso dopo la trasformazione in lupa risponde: “Non lo so”) così come l’intera vicenda narrata, nonostante i temi come l’autolesionismo e crisi di panico che vengono risolte buttando giù un sorso di laudano.

 

Pelle pallida, occhiaie marcate, lineamenti emaciati, non vampiri ma anoressia

Questo è un po’ il lato dolente di questa lettura “frivola”, le ragazze sono unicamente caratterizzate solo dal loro aspetto e dall’essere magrissime, mentre il lato psicologico viene bellamente bypassato, cosa che genera dei personaggi stereotipati (anche gli uomini) e al limite del sessismo. L’anoressia diventa un canone estetico apprezzato e l’idea di avere dei chili in più è qualcosa di cui avere il terrore.

Ciò rientra perfettamente in quella che era la cultura anni 2000 verso i corpi femminili oggettivati e con la grassofobia dilagante, vedasi Bridget Jones dall’omonimo Il diario di Bridget Jones o Natalie (la segretaria del Primo Ministro) in Love Actually – L’amore davvero. Loro erano considerate grasse e per questo motivo trattate in maniera sprezzante, solo perché non rispettavano quello che era il canone di bellezza alla Paris Hilton con i suoi micro-top e jeans a vita bassissima.

 

Paris Hilton per i Teen Choise Awards del 2003
Paris Hilton per i Teen Choise Awards del 2003, foto presa dal web

 

Pensiamo anche alla moda del tigh gap dei primi anni 2010, per la quale se non avevi lo spazio visibile tra le cosce stando in piedi con i piedi uniti eri automaticamente una cessa e su ask.fm nascevano pagine di “pro ana”: profili che inneggiavano alla magrezza, ragazze che si mostravano con i tagli su arti, pancia, interno coscia perché tristi in quanto grasse (dal loro punto di vista, rivelando un profondo disturbo depressivo e alimentare) e ti insegnavano come “bloccare la fame” o “usare l’elastico sul braccio per punirsi quando si aveva fame”.

Se nei primi anni duemila ero solo una bambina, negli anni duemiladieci ero adolescente e gruppi del genere erano all’ordine del giorno come i dialoghi in classe tra ragazzi e ragazze. Nonostante i trigger warning la lettura potrebbe risultare disturbante per chi ha vissuto sulla propria pelle l’emarginazione sociale dovuta proprio nel non rientrare in una taglia o in un preciso canone estetico.

 

Mercurio Books, Martin Millar

Mercurio Books è un progetto editoriale nato a Roma da Tiziano Cancelli insieme a Matteo Trevisani, Antonio Sunseri, Leonardo Ducros, Simone Caltabellota e Francesco Pedicin. Uno sforzo collettivo audace che mira a ridefinire il rapporto del lettore con la lettura, offrendo storie che lo guidino in una “terra di mezzo”, nello spazio inconscio, sempre esistito e sempre accantonato, e sfidino le convenzioni di genere, il tutto con una forte identità visiva data dalla art director Francesca Pignataro.

Martin Millar (Glasgow, 1956) è uno scrittore scozzese amatissimo per il suo stile fuori dagli schemi. Ha scritto romanzi, racconti, sceneggiature e graphic novel, ed è noto anche per l’adattamento in romanzo del film Tank Girl. Con lo pseudonimo di Martin Scott ha firmato la serie fantasy investigativa di Thraxas, con cui nel 2000 ha vinto il World Fantasy Award.

Il suo marchio di fabbrica è un mix esplosivo di magia, soprannaturale e quotidianità in un contesto urbano. Molte storie sono ambientate a Brixton (giuro, non ne avevo idea quando vi ho suggerito la canzone dei Clash all’inizio), quartiere londinese legato alla sua esperienza personale, e spesso sconfinano nell’autobiografia; compare persino come personaggio nel caso di Io, Suzy e i Led Zeppelin.

 

Martin Millar autore di Ragazze lupo
Martin Millar autore di Ragazze lupo

 

 

Informazioni sul libro

Ragazze lupo

Martin Millar

Lucia Olivieri (traduttrice)

Mercurio Books, 2025

Copertina flessibile, 744 pp. – 20 €

ISBN: 9791281656420

La copia cartacea del romanzo ci è stata gentilmente donata dalla casa editrice.