Il viaggio della Global Sumud Flotilla

Facebook
WhatsApp
Telegram
Global sumud flottilla
Global Sumud Flottilla

 

Il Contesto Attuale

E allora diciamo SÌ – la Global Sumud Flotilla è partita, con barche da Genova e Barcellona,
e SÌ – non è certo che arrivino a destinazione. Il gruppo stima che la flotta impiegherà tra i sette e gli otto giorni per percorrere i circa 3.000 km fino a Gaza.
SÌ – hanno cercato di coinvolgere persone famose sia in navigazione che come testimonial per attirare attenzione mediatica. A bordo ci sono esponenti politici e personalità internazionali come Greta Thunberg.
SÌ – l’attenzione mediatica è l’unico scudo che hanno. Oltre 40mila persone hanno accompagnato la partenza della Global Sumud Flotilla da Genova, dimostrando quanto sia cruciale la mobilitazione popolare per proteggere questa missione.

La Risposta delle Autorità

SÌ – chi continua a bombardare ospedali e tendopoli è convinto che sia la soluzione ad un problema quasi secolare.
SÌ – un ministro israeliano Ben-Gvir ha detto “Gli attivisti della Sumud Flotilla saranno trattati come terroristi” ed ha presentato al governo un piano, minacciando di arrestare tutti i partecipanti alla missione e di gettarli nelle prigioni di massima sicurezza di Ketziot e Damon. Un’escalation retorica e operativa che rivela quanto il gesto simbolico della flotilla sia percepito come una sfida al controllo del territorio.

La minaccia di blocco dei container da parte dei portuali genovesi, “da questa regione escono 13-14 mila container all’anno per Israele. Non faremo uscire più nemmeno un chiodo”, dimostra come la solidarietà si stia traducendo in azioni concrete che potrebbero avere ripercussioni economiche significative.

Logo Global Sumud Flottilla
Logo Global Sumud Flottilla

L’Illusione della Speranza e la Realtà del Potere

SÌ – in molti stanno sperando che basti l’attenzione internazionale e l’attivismo a cambiare le cose. Ma la storia insegna che l’indignazione morale, seppur necessaria, raramente è sufficiente senza un sostegno politico concreto a livello istituzionale. Un’analisi dell’Integrated Food Security Phase Classification, pubblicata il 22 agosto 2025, ha ufficialmente confermato la carestia per la prima volta nella Striscia di Gaza, rendendo ancora più urgente ma anche più simbolico il gesto della Flotilla.

I Piani di Ricostruzione e la Speculazione

SÌ – dalla Casa Bianca propongono di ricostruire la striscia di Gaza e speculare, con un piano che prevede una fase di recupero di sei mesi per 1,5 milioni di palestinesi sfollati, seguito da un programma di ricostruzione in due fasi da 50 miliardi di dollari totali, per creare una “Riviera del Medio Oriente”. Tuttavia, l’amministrazione ha chiarito che non intende pagare per la ricostruzione di Gaza, né ha preso impegni per inviare truppe americane.

Questo scenario kafkiano in cui si parla di ricostruire ciò che si sta ancora distruggendo, di trasformare una prigione a cielo aperto in una destinazione turistica, mentre si discute della “ricollocazione volontaria dell’intera popolazione”, rappresenta l’apice di quella distorsione orwelliana che permea l’intero conflitto.

Percorso Della Global Sumud Flottilla
Percorso Della Global Sumud Flottilla

La Distorsione del Linguaggio

SÌ – stiamo assistendo a scene degne di 1984 di Orwell. La guerra è pace, la distruzione è ricostruzione, lo sfollamento forzato è “ricollocazione volontaria”. Il controllo del linguaggio diventa strumento di controllo della realtà stessa.

E NO – non fa differenza il nome. A chi si accapiglia per osteggiare il termine “genocidio” direi semplicemente che non importa come si chiami, chiamatelo come volete purché siate capaci di farlo smettere, altrimenti lasciate che ci provi qualcun altro.

L’Impotenza Sistemica

Il senso di impotenza è opprimente. Ogni giorno di più. La Sumud Flotilla rappresenta tanto la disperazione quanto la resistenza di fronte all’impossibilità di fermare una macchina che sembra procedere con logica propria, impermeabile alla ragione umanitaria. La flotilla si presenta come “una flotta coordinata e non violenta di imbarcazioni per lo più piccole che navigano dai porti del Mediterraneo per rompere l’assedio illegale dell’occupazione israeliana su Gaza”, ma la sua piccolezza fisica contrasta drammaticamente con l’enormità del sistema che tenta di sfidare.

La Memoria e la Giustizia

NO – non finirà qui. Ogni violenza verrà ricordata per sempre. Non si può risolvere un’ingiustizia con altra ingiustizia centuplicata. Dire che la storia la scrivono i vincitori non allevia proprio niente. Ma la tecnologia moderna, i social media, la documentazione in tempo reale stanno cambiando le regole del gioco della memoria storica. Le immagini, i testimoni, le prove non possono più essere cancellate come in passato.

La partenza della Global Sumud Flotilla
La partenza della Global Sumud Flottilla

Oltre le Soluzioni Semplicistiche

NO – non basterà gridare forte forte forte “PACE!” . Speriamo che ci sia anche qualche diplomatico esperto a lavoro. La complessità del conflitto richiede soluzioni altrettanto complesse, che vadano oltre la retorica e affrontino le radici strutturali del problema: l’occupazione, il controllo delle risorse, i rapporti di forza geopolitici.

 

Global Sumud Flotilla: la Necessità dell’Azione

E NO – non credo che leggere questo articolo vi farà cambiare l’idea che già vi siete fatti. Ma starsene con le mani in mano era peggio. In questo senso, la Sumud Flotilla rappresenta un atto di resistenza ontologica più che strategica: l’affermazione che di fronte all’inaccettabile, bisogna agire, anche quando le possibilità di successo sembrano minime.

L’obiettivo dichiarato è “aprire un corridoio umanitario e porre fine al genocidio in corso del popolo palestinese”, ma forse l’obiettivo reale è più profondo: dimostrare che l’umanità non si è completamente rassegnata, che esistono ancora persone disposte a mettere a rischio la propria sicurezza per principi che trascendono il calcolo politico.

La Sumud – termine arabo che significa “resistenza tenace” – diventa così metafora di una forma di resistenza che non si misura con la vittoria immediata, ma con la capacità di mantenere viva un’alternativa morale, anche quando tutto sembra perduto.

Vedi anche>>