La XXXVIII edizione del Salone del Libro di Torino si è conclusa poco più di una settimana fa e sui social è ancora argomento caldo. Nei cinque giorni di fiera, al terzo anno sotto la direzione di Annalena Benini, circa 254.000 persone hanno incontrato ospiti da tutto il mondo e case editrici. Un’atmosfera di gioia e partecipazione per tracciare parole nuove, sguardi sul mondo, e festeggiare l’appartenenza a una grande e variegata comunità di lettrici e lettori.
Se c’è una cosa che più di tutto ho notato cambiare in questi ultimi quattro anni è che il Salone del Libro si sta muovendo sempre più verso la costruzione di una community intorno a sé. È una fiera e sempre lo resterà, ma si nota la volontà della direzione di creare un qualcosa che vada ben oltre la vendita di libri. La volontà di abbracciare ogni tipologia di lettore e lettrice, di qualsiasi età e interesse letterario. Ma anche di diventare sempre più un punto di riferimento tanto per la cultura quanto per tutte quelle professionalità che intorno al libro ci vivono e lavorano.
Indice
ToggleSalone del Libro 2026: I ragazzi al centro
Il titolo della XXXVIII edizione è Il mondo salvato dai ragazzini, dal libro di Elsa Morante del 1968. Il manifesto è stato realizzato dall’illustratrice Gabriella Giandelli, che ha immaginato l’energia e la forza incontenibile di un gruppo di ragazzini che si nascondono dietro a un muro vegetale. La loro forza è prorompente e irriverente, nutre e fa crescere la speranza in un mondo più vero. Un mondo in cui il fantastico e il sogno possono esistere insieme alla realtà.
“È un libro fondamentale”, dice Annalena Benini, Direttrice editoriale del Salone Internazionale del Libro di Torino. “Un libro che ne contiene molti altri e che attraversa forme diverse dall’arte alla parola. È un manifesto […] e una chiave magica. Apre tutte le porte. Non è classificabile, come non lo è il mondo dei ragazzini, dei ragazzi e delle ragazze, a cui da sempre il Salone si rivolge. Il mondo salvato dai ragazzini è un titolo in movimento ed è, prima di tutto, un messaggio di speranza. È il mondo che il Salone del Libro si prefigge, auspica, prova a costruire ogni giorno con inventiva e dedizione.”
Il mondo salvato dai ragazzini
La nuova sezione del programma del Salone prende nome dal titolo di questa edizione. Una chiave per leggere il presente e orientarsi nel futuro, coinvolgendo tutta la comunità del libro. Lettrici e lettori, editori, librai, famiglie, insieme ai libri e ai personaggi che li abitano. Un luogo di scambio e di relazione in cui la letteratura ha dialogato con i linguaggi della contemporaneità.
Questa nuova sezione parte dal presupposto che le traiettorie del mondo sono spesso intercettate e immaginate dagli adulti di domani. E per comprenderle e immaginare il futuro, è necessario ascoltare chi cresce oggi: i protagonisti di quel futuro. Negli incontri di questa sezione sono stati portati al centro del dibattito alcuni degli argomenti più urgenti del presente. Le nuove prospettive dell’amore e delle relazioni nell’era dei social media, ad esempio. Ma anche riflessioni sul tema del lavoro, ragionando su come stia evolvendo il concetto stesso di lavoro e su come le nuove generazioni stiano ridefinendo priorità e valori, tra libertà, precarietà e ricerca della felicità.
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Nuovi e vecchi spazi
Padiglione 4: Arena Bookstock e Book-Makers
Si è consolidato il Padiglione 4, struttura temporanea allestita per il Salone, ideata e progettata dal 2024 come spazio dedicato alla formazione, sperimentazione e allo scambio tra generazioni. È pensata per dare maggiore visibilità alla programmazione del Bookstock che da sempre, tra laboratori e Arena, si rivolge ai giovani, agli aspiranti lavoratori della filiera del libro, a scuole, insegnanti, famiglie. Uno spazio per condividere, crescere e sperimentare, ed educare alla lettura.
Qui prendono luogo ogni anno anche gli incontri di formazione professionale Book-Makers, al quarto anno consecutivo. Un progetto pensato e progettato per persone interessate al settore dell’editoria e per studentesse e studenti. L’iniziativa si svolge nell’arco del weekend ed è un laboratorio professionale dedicato ad under30 che desiderano conoscere e lavorare nel mondo di editoria e scrittura.
Il nuovissimo Padiglione 5: tra lavoro e divertimento
Quest’anno è stato inaugurato il nuovo Padiglione 5, che nelle giornate di Giovedì 14 e Venerdì 15 Maggio ha ospitato una rinnovata Area Business. Un palinsesto di incontri dedicati a confronto, aggiornamento e networking per editori, librai e operatori della filiera. Un esperimento che conferma la volontà del Salone del Libro di rafforzare la propria dimensione professionale. Mancava, in effetti, uno spazio dedicato agli operatori e separato dalle aree rivolte al grande pubblico, per favorire incontri di lavoro, relazioni e attività professionali in un contesto più funzionale e tranquillo.
A partire da Sabato 16 Maggio, l’hub di networking si è trasformato in un Club. Il che fa un po’ ridere, ma anche un po’ riflettere (lo so, è una frase fatta, ma è vera). È stato presentato come uno degli spazi più giovani e animati del Salone. Nel weekend ha ospitato artiste e artisti provenienti dal mondo di musica, teatro, comicità, letteratura. Un luogo di incontro per le arti performative, per far vivere al pubblico del Salone un’esperienza diversa.
Aree Food, Relax e Casa Salone
Le Aree Relax del Salone sono aumentate rispetto agli anni scorsi, c’è stato anche un incremento di punti ristoro e di zone dove poter mangiare, e lo stand Netflix nell’Oval ha messo a disposizione un’area salotto. Ciò è segno che la direzione è attenta alle numerose critiche dei visitatori della fiera che chiedono sempre più posti dove potersi sedere. C’è sempre margine di miglioramento, ma di migliorie rispetto alle precedenti edizioni ne sono state fatte molte, e prima di criticare è giusto anche prendere in considerazione questo. E anche che chiedere a un evento che tocca i 70.000 visitatori in un giorno di essere perfetto per ogni tipo di visitatore è chiedere troppo alla direzione.
È tornata Casa Salone, ma in una veste diversa rispetto agli anni precedenti. Quest’anno è stata una piccola oasi di quiete e incontri nel cuore della fiera, uno spazio accogliente in cui i visitatori si sono potuti fermare a leggere e rilassarsi, ma anche svagarsi. Silent book party, speed date letterari con autori come Francesca Crescentini, Hazel Riley, Ilena Zodiaco, o ping pong e freccette, il gioco Indovina il libro: queste le attività che hanno animato il colorato stand.
Bosco degli Scrittori e sostenibilità
È tornato il Bosco degli Scrittori, uno degli stand che ogni anno si conferma a mio parere il più bello. Il progetto di Aboca Edizioni è dedicato alla cultura della biodiversità ed è diventato un punto di riferimento per riflettere sui temi dell’ecologia, della cultura ambientale e del rapporto tra scienza, lettura e natura. Quest’anno, infatti, si sono ampliate le iniziative riguardo la sostenibilità e l’Agenda ONU 2030 è stata al centro di numerosi panel.
Oltre cento incontri sono stati tradotti nella Lingua dei segni per permettere una fruizione accessibile e inclusiva. Sono tornati gli Spazi di quiete dedicati a persone con disabilità, per fornire loro un ambiente al riparo dalla sovrastimolazione sensoriale dell’ambiente della Fiera. E in ogni padiglione erano disponibili fontanelle SMAT per riempire borracce; tuttavia, forse, visto il numero di visitatori, il numero delle fontanelle andrebbe aumentato. Sostenibilità va bene, ma dovremo pur idratarci…
Piccolo sfogo personale: parliamo dei bagni?
Mi prendo un microscopico paragrafo per parlare di questo argomento. Soprattutto in quanto donna. Mi sembra che anche i bagni esterni siano aumentati di numero quest’anno, ma potrei sbagliarmi, e per quelli interni non credo che la manutenzione sia direttamente a cura del Salone. Però io al Lingotto ci sono andata per il Salone, quindi qui ne parlerò.
Vogliamo metterne un paio di più per le donne, per favore? Statisticamente ci impieghiamo più tempo: dobbiamo letteralmente bardare la tavoletta di carta igienica per evitare di prenderci infezioni, trovare equilibrio senza sederci per non toccare, fare in modo di non sporcarci, e magari anche far fronte a igiene personale mensile. E parlando di Agenda ONU 2030, il minimo sarebbe non farli trovare con gli sciacquoni rotti. Il massimo sarebbe farci trovare dei distributori di assorbenti, invece delle istruzioni ONU su come lavarsi le mani. Quindi, sì, mettere un paio di bagni in più per le donne si sposerebbe alla perfezione con la direzione del Salone verso l’Agenda ONU, non trovate?
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Romance Pop Up
Lanciato la scorsa edizione, quest’anno il Romance Pop-Up ha raddoppiato, aprendo le porte dell’UCI Cinemas del Lingotto per due giornate intere, rispetto alla singola del 2025. Non c’è ormai più dubbio che il romance sia il genere che più di tutti ha avuto e stia continuando a ottenere risonanza. Un biglietto dedicato, 23 appuntamenti, 2 proiezioni, numerosi Meet&Greet con le autrici e 6.500 ingressi.
Mi ha però lasciata perplessa su numerosi aspetti: l’ho trovato scomodo e non intuitivo da raggiungere partendo da dentro il Salone del Libro, relativamente lontano, e con tre file in più da dover fare (una per uscire dal Salone in direzione del Pop Up, una per entrare al Pop Up, una per rientrare al Salone). E una volta dentro, oltre agli incontri con le autrici, non c’era nulla se non un cinema pieno di adolescenti e uno strettissimo punto con gli stessi libri che si potevano trovare anche al Salone. Non so quanto effettivamente sia conveniente per i visitatori averlo così tanto distaccato.
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Fumetti, self publishing e nuovi editori
Il Salone conferma anche la sua attenzione a inquadrare il fumetto come linguaggio in grado di raccontare qualsiasi cosa e argomento viaggiando tra un genere e l’altro: da fiction a saggistica, da giornalismo a biografia, dallo sport al romance. Novità di quest’anno però che ha ottenuto grande successo è la nuova Area Self Comics, nel Padiglione 1, una passeggiata di autori self nell’ambito del fumetto. Ci sono stati anche laboratori creativi dedicati agli adulti e delle masterclass per entrare dentro ai processi creativi degli artisti.
È tornata l’Area Nuovi Editori, il progetto è dedicato alle start up editoriali nate da meno di due anni, che dal 2007 continua a supportare l’editoria del futuro. E l’Area Self Publishing, che dal 2022 è dedicata agli autori self, inizia a far comprendere ai visitatori che questa modalità di pubblicazione non è più una seconda scelta. Tutte iniziative importanti che, purtroppo, cadono in sordina a fronte della presenza delle Case Editrici più grandi e famose. Per la prossima edizione spero di vedere queste aree ancor più valorizzate da parte della direzione del Salone.
Impressioni conclusive sul Salone del Libro 2026
Attraversare il mondo con le storie, esercitare l’ascolto e l’apertura all’altro, coltivare l’immaginazione del presente per poter immaginare il futuro. Prestando attenzione ai lettori di ogni età, di ogni interesse. Partendo dalle giovani generazioni. Dei miglioramenti fatti rispetto alle precedenti edizioni ne ho già parlato, perciò vorrei concludere con una piccola riflessione personale.
Nel programma si trova spazio per parlare di arte, cinema, leggerezza, oltre a editoria, informazione e romanzi. E la sezione Crescere ha trovato il suo cuore nella domanda: “Se il mondo sarà salvato dai ragazzini, chi salverà i ragazzini dal mondo?“. Una sezione intera dedicata al fenomeno editoriale del romance, uno spazio dedicato allo sport, con oltre quaranta eventi all’interno della Sala Olimpica. E concerti, intrattenimento di arti performative…
…dove sono gli altri generi letterari?
Capisco che romance e sport sono i due argomenti che più tirano a livello editoriale, ma se l’intenzione del Salone è quella di diventare un polo culturale con al cuore la letteratura, trovo che forse dovrebbe limitare l’espansione a ciò che è esterno alla letteratura e tornare a guardarsi dentro: si chiama Salone Internazionale del Libro. Dov’è l’interesse a parlare dei generi letterari che non sono fenomeni editoriali? Da una parte sembriamo andare verso l’interconnessione (giustissima) con tutto ciò che è esterno alla letteratura, ma dall’altra c’è un appiattimento letterario e un disinteresse della fiera a far scoprire ai visitatori.
Da una parte si vuole rendere la manifestazione adatta a tutti, offrendo anche incontri con sportivi e cantanti, puntare sull’educazione alla lettura per i giovani, ma dall’altra parte si toglie spazio a possibili panel e incontri che potrebbero smuovere i lettori di oggi oltre la propria comfort zone. Ci lamentiamo che in Italia si legge poco e poi quella che di fatto è LA manifestazione italiana per la letteratura continua a perdere l’occasione di educare chi già lettore lo è a comprendere generi letterari che magari non conosce, o conosce solo superficialmente.
E i non più “ragazzini”?
Si fa sempre molta attenzione alle nuove generazioni, ed è giustissimo farlo, ma la mia sensazione, in quanto Millennial, è che la nostra sia stata lasciata a se stessa. Il mondo è cambiato da quando apparteneva alla generazione dei nostri genitori ad ora che sembra essere offerto in mano ai nuovi “giovani”. Peccato che nessuno abbia salvato noi dal mondo in cui già ci troviamo con meno influenza e meno possibilità delle generazioni postume a noi. Sembra quasi che a importare veramente sia l’età anagrafica, non la volontà e capacità di cambiare in meglio il futuro.
I “ragazzini” hanno una sezione dedicata a discussioni su come il concetto di lavoro si stia ridefinendo, ma quando siamo noi Millennial a dover combattere contro questo cambiamento sembriamo scansafatiche. Quanti over30 hanno a che fare con la precarietà e la ricerca della felicità? Voglio che venga ridata un po’ di voce in capitolo a quella generazione che di età è adulta, ma di possibilità lavorative ed economiche e di anima è ancora “ragazzina”. Voglio pari opportunità per chiunque, indipendentemente dall’età anagrafica. Voglio un Salone del Libro dedicato alla Hobbit Generation. E magari con più spazio dedicato al Fantasy.