Il mare infetto – Recensione

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Carino. Questa è l’unica parola (più il punto finale ovviamente) che ho scritto sul mio taccuino subito dopo aver finito la lettura de Il mare infetto edito da Add Editore. È stata lì a fissarmi per un paio di settimane in realtà e no, nulla si aggiungeva a quell’unica parola. È stato un libro strano da leggere, delicato, lineare, disturbante, ma senza strafare, le immagini vivide, i personaggi ben scritti e strutturati che si muovono in modo coerente nella narrazione.

E allora, perché solo carino? La domanda mi devasta (cit. Zerocalcare), ma forse analizzandolo insieme arriverò alla risposta (spoiler: ci sono arrivata, ma se ve lo dicessi così all’inizio non mi leggereste l’articolo).

 

Trama

Horror, un nuovo genere per la collana Asia

Dopo un devastante terremoto al largo della Corea del Sud, Seo Mu-yeong rimane intrappolata a Haewon, un villaggio isolato di pescatori dove il misterioso morbo del Mare dell’Est sta trasformando gli esseri umani in creature deformi e marcescenti.

A poco a poco, le risorse iniziano a scarseggiare e il villaggio, pervaso dall’odore di pesce putrido e dalla disperazione, è ormai in quarantena permanenteMu-yeong, diventata una cacciatrice di infetti, si guadagna l’odio degli altri abitanti per la sua freddezza. Finché una mattina conosce Ha U-jin, un enigmatico ricercatore che decide di sfidare i divieti di ingresso nel villaggio per studiare l’epidemia. Il suo arrivo innesca una reazione a catena inarrestabile, che porterà alla luce l’oscura verità celata dietro la malattia.

Kim Bo-young rende omaggio alla scrittura di H.P. Lovecraft, con un romanzo horror che affonda nelle profondità dell’animo umano e nell’inquietudine dell’ignoto.

 

 

Il mare infetto
Copertina de Il mare infetto di Kim Bo – Young edito Addeditore

 

Il mare infetto – H.P. Lovecraft vola in Corea del Sud

L’intero romanzo (se non per alcuni stralci) è narrato dal punto di vista della protagonista Seo Mu-yeong, il cui nome ritorna poche, anzi pochissime volte all’interno del testo. Seguiamo assieme a lei lo svolgersi degli eventi postumi al terremoto avvenuto al largo della costa; incidente di cui lei (e noi di riflesso) non ha contezza, in quanto durante l’accaduto era con la sua nipotina alla stazione di Cheongnyangni.

La narrazione è incorniciata da documenti epistolari che danno al racconto un senso di testimonianza e verosimiglianza (un espediente narrativo come la pubblicazione di un manoscritto alla H.G. Wells ne L’Isola del Dottor Mureau). La lettera con cui si apre il testo è indirizzata all’Onorevole Presidente.

In questa missiva, il ricercatore-infettivologo e Presidente del Comitato di difesa della specie umana dalla razza antica, Ha U-jin, in preda al terrore si appresta a narrare la verità dei fatti che circondano Haewon e i malati del morbo del Mare dell’Est. «Fu come se la bocca dell’inferno si fosse spalancata e mi avesse divorato, masticandomi tra le sue fauci. […] Non so dire quanto mi resti da vivere. Eppure, non posso fermarmi, almeno finché tutto il mondo non avrà saputo cosa accadde veramente quel giorno.»

 

 

"Horror of Cthulhu" by Sanskarans
“Horror of Cthulhu” by Sanskarans

 

Il prologo di contro è quasi idilliaco: la stazione è ancora addormentata, ma pian piano si risveglia: con il viavai di genti e predicatori che annunciano la fine del mondo; con la gioia e spensieratezza della piccola Hyeon-i, che non vede l’ora di trascorrere del tempo di qualità con la sua Zietta, affascinata dai video sulle creature marine che abitano le profondità degli abissi. Entrambe sono in attesa del treno diretto a Gangneung.

Giunge l’improvvisa notizia di un terremoto di magnitudo 6.2, presumibilmente una eruzione marina, nei pressi del porto di Haewon, sul mare dell’Est. Proprio lì dove Mu-yeong si sarebbe dovuta dirigere con la nipotina, che non si lascia intimorire dalla notizia, come del resto tutti gli altri passeggeri ignari del flusso di notizie riguardanti l’accaduto.

La piccola la trascina: non vuole rinunciare alla gita insieme alla zia. Mu-yeong, incurante del pericolo, si fa trascinare al binario, dove il capotreno in silenzio attende passeggeri come se nulla fosse.

 

 

Nocturne illustrazione di Lois van Baarle
Nocturne illustrazione di Lois van Baarle

 

Ed ecco che veniamo catapultati in un giorno qualsiasi, tre anni più avanti, in uno scenario completamente diverso. Siamo intrappolati, anche noi assieme alla protagonista Seo Mu-yeong, nel villaggio costiero di Haewon (case distrutte, puzzo maleodorante di pesce putrescente, autorità giudiziarie inesistenti), in quarantena per via di un misterioso morbo proveniente dal mare che rende i suoi abitanti creature deformi e marcescenti.

Mu-yeong è diventata una cacciatrice di infetti, segnata dalla prematura scomparsa della nipote e incaricata di far rispettare l’ordine di isolamento. Si ripete quasi meccanicamente «…Magari oggi è il giorno che succede davvero.» (Vi starete chiedendo cosa, piccoli malandrini, no, non ve lo dico, non insistete. Leggete il libro.)

In realtà, quel giorno, qualcosa accade, perché a Haewon arriva il biochimico Ha U-jin, che inizia a fare domande e a rivelare gli orrori, di lovecraftiana origine, celati nel villaggio. Mu-yeong è portata a prendere consapevolezza di questa nuova razza anfibia e a compiere delle scelte.

 

Il mare infetto, eng. version
Il mare infetto, eng. version

 

Un progetto ambizioso tra mostruosità, affetti personali e dinamiche politiche

Il mare infetto si colloca tra le branche della letteratura horror e utilizza il genere per raccontare una lenta e irreversibile trasformazione. L’evento scatenante conduce a un collasso circoscritto al villaggio di pescatori, creando un microcosmo orrorifico decisamente lontano da quello lovecraftiano più umano, tangibile, quotidiano che si mostra negli odori, nelle putrescenze, nei corpi che si fanno viscidi, melliflui e che cambiano i loro connotati. Eppure, queste creature non ci spaventano più di tanto nella lettura, ma ci appaiono spaesate, indifese e costruiscono legami affettivi empatici, molto meglio della loro controparte “umana”.

E allora, dove risiede il reale orrore? Nella reazione della comunità “esterna” al morbo e al terrore del contagio, che danno largo spazio alla violenza istituzionalizzata e alla rimozione coatta degli individui infetti.

Il mostruoso diventa specchio dell’incapacità umana di accettare l’alterità che rompe ogni schema sociale e qualsivoglia forma di solidarietà e unione, creando al contrario un sistema per cui le istituzioni, centrali o periferiche, si trovano a dover decidere chi merita la vita e chi la morte.

 

I Miti di Cthulhu illustrati da Alberto Breccia
I Miti di Cthulhu illustrati da Alberto Breccia

 

Il mare infetto: un romanzo che non consola

Lo stile di Kim Bo-young è pulito, diretto, sensoriale, capace di evocare odori, consistenze. Un orrore che si mostra nella materialità più che nella tensione. E forse è proprio questo che mi porta a dire sì, bello ma…

Leggevo, leggevo (e si legge con velocità proprio perché la scrittura è fluida, priva di orpelli o dettagli inutili; si legge bene perché la voce della protagonista è decisa, si pone i giusti interrogativi e ti lascia vedere poco alla volta pezzi di sé e dei momenti successivi all’isolamento) nella costante attesa di qualcosa di più. Nell’attesa di una tensione crescente, di immagini ben più disturbanti (che nei libri quasi quasi bramo, ma che nei film temo, evito e se le intravedo mi faccio subito scudo con la mano. Mi sono coperta gli occhi vedendo Demon Slayer, per darvi una idea), che mi mettessero in allarme anche stando comodamente a letto.

Altra cosa, il finale aperto. Volevo saperne di più, però allo stesso tempo trovo che sia stata la scelta più coerente da parte dell’autrice. Non c’è ritorno all’ordine, questa condizione di anfibio è un nuovo tassello dell’evoluzione da cui non pare esserci soluzione. Il mare cambia per sempre ciò che tocca.

 

foto presa da Pexels di Gaby Lopez
download gratuito da Pexels di Gaby Lopez

 

Kim Bo-young e Add Editore

Kim Bo-young (김보영) è una delle voci più interessanti della fantascienza contemporanea sudcoreana. I suoi romanzi e racconti creano mondi sorprendenti che esplorano umanità e tecnologia. Ha vinto tre volte il Premio per la letteratura di fantascienza sudcoreana e ha visto le sue opere tradotte in inglese e in altre lingue, conquistando lettori in tutto il mondo. Tra i suoi lavori più celebri compare la raccolta On the Origin of Species and Other Stories, L’origine della specie pubblicato dalla stessa Add, che ha attirato l’attenzione internazionale e candidature ai National Book Awards. Ha inoltre collaborato come consulente al film cult Snowpiercer.

Add Editore è una casa editrice indipendente nata a Torino nel 2010. Si dedica alla pubblicazione di saggistica divulgativa, ma esplora anche altri linguaggi e sperimentazioni, con un’attenzione particolare alla contemporaneità e alle tematiche sociali. Punta a rendere accessibile la complessità del mondo, raccogliendo idee, esperienze e punti di vista per costruire ponti tra passato, presente e futuro.

 

 

Kim Bo-Young
Kim Bo-Young

 

 

Informazioni sul libro

Il mare infetto

Kim Bo-young (traduzione di Giulia Donati)

Add Editore, 2025

Copertina flessibile, 144 pp. – 18,00 €

ISBN: 9788867835461

 

La copia cartacea del romanzo ci è stata gentilmente donata dalla casa editrice.