Molto vapore per nulla di Stefano Ottaviani, edito Gainsworth Publishing, è un romanzo che, rielaborando il titolo dell’opera shakesperiana Molto rumore per nulla, mescola una ambientazione fantasy steampunk a un’avventura investigativa dal ritmo serrato, con una spolverata abbondante di humor inglese. Un romanzo dove scienza e magia si uniscono agli elementi tipici del mystery grazie a una penna elegante e scorrevole, colorata da tocchi di geniale ironia.
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Vivere nella Londra del 1840 non è affatto semplice: la Regina è un vampiro, un demone minaccia di guidare i Non-Umani alla rivolta, ricchi industriali si innestano ingranaggi nel corpo e a un sacco di gente piace il pudding.
La vita si fa ancora più difficile per Catherine Webster dopo che suo padre, noto parlamentare, viene rapito da una banda di Strix priva di scrupoli.
La sua unica speranza per ritrovarlo è affidarsi ad Harvey Langston, un avventuriero scapestrato dalle limitate capacità magiche e con l’attitudine sociale di una latrina. E non di una pulita.
Immersi in una Londra forgiata nella magia e nel vapore, dove nulla è mai come sembra, i due scopriranno ben presto un intrigo più grande di quello che si aspettavano…
Prendete la vostra tazza di tè e accomodatevi, signori, l’avventura sta per iniziare.

L’allegra squadra investigativa di Londra
Devo essere sincera, le cose che hanno reso memorabile questo libro, che a mani basse rientra nelle letture migliori del mio 2025, sono state l’intreccio ben sviluppato – che intrattiene piacevolmente il lettore e seguendo il semplice schema di persona che cerca altra persona si addentra in una serie di situazioni e misteri da risolvere – e la presenza di personaggi che ribaltano gli stereotipi e si prendono poco sul serio. Villain tutt’altro che macchiette, con un background personale che giustifica la logica e le motivazioni dietro le loro azioni.
Tra ingranaggi, fabbriche in disuso, una rete fognaria reame, troll e magia conosciamo Harvey Langstone, un giovane uomo trasandato, senza un penny in tasca e con un debito con la banca, oneroso in scadenza, che se non saldato farà di lui una deliziosa bevanda per vampiri.
Eh già, questa Londra del 1840 è popolata da umani e non-umani, in particolare vampiri, che hanno in mano il potere. La regina Vittoria è infatti una succhiasangue come quasi tutti quelli del suo entourage. Ai margini della società vivono invece gli Strix, un macro-termine sotto cui vengono inseriti demoni, goblin, licantropi, mutaforma, troll ed elfi.
La stessa Londra offre di sé due facce ben diverse tra loro (un po’ come la Londra di Nessundove di Neil Gaiman): una è punteggiata da parchi verdi, strade ben lastricate, ville sfarzose e signorə dell’alta società imbellettati. L’altra invece è tetra, avvolta da mistero e foschia, sudicia e maleodorante che pullula di povera gente e vili malfattori.
Ma torniamo al nostro avventuriero, studioso del soprannaturale, esperto di mostri e profondo conoscitore del mondo arcano. Harvey ricorda per il suo umorismo e modi di fare lo Sherlock Holmes di Robert Downey Jr. ma anche lo Sherlock di Moffat, e negli scambi di battute e gag il Dirk Gently di Douglas Adams.

Un giorno alla sua porta bussa Catherine Webster, figlia di Lord Webster, accompagnata da Bower, fedele amico di suo padre. Il problema da risolvere? Suo padre, membro umano e di rilievo nella Camera dei Lord, nonché uomo fidato della regina Vittoria, è scomparso.
Catherine Webster non è una figona tutto pepe, né un brutto anatroccolo come la Patty Castro de Il mondo di Patty. È fiera, indipendente, di spirito e intelligente, il suo tratto distintivo è il sopracciglio che scatta in alto quando qualcosa non va come dovrebbe andare o sente puzza di menzogna.
Sopporta Langstone e le stranezze che dice, va in giro con una pistola e non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, neanche dallo strampalato detective, nonostante rappresenti la sua unica speranza di ritrovare suo padre. Un importante rapimento da risolvere prevede una squadra altrettanto alla altezza: al fianco dell’investigatore dell’occulto c’è il suo fidato maggiordomo Alford; la coraggiosa Catherine, un demone terrificante ma buono e uno strix mutaforma appassionato del teatro Shakesperiano.
Stefano Ottaviani dà vita a dei personaggi a tutto tondo, valorizzandone punti di forza e debolezze, mostrando tutte le loro sfaccettature e la loro complessità.
La Londra che non ti aspetti
La grande attenzione ai dettagli dell’estetica steampunk rende il worldbuilding di Molto vapore per nulla semplicemente perfetto. Scienza e magia (si lega alla fisica e ai suoi principi) vivono in equilibrio, ciascuna compiendo i propri miracoli a fronte di un consumo di energia.
Sorprendente è la semplicità con cui l’autore presenta la complessità del mondo da lui creato, così sfaccettato e dettagliato come sono i suoi personaggi. La classe dominante è quella dei vampiri, al di sotto di loro gli umani e infine, ai margini della società, ci sono le altre creature magiche, gli Strix. Ottaviani usa l’elemento magico per parlare di politica declinata in lotte di potere e di classe, rendendo il romanzo estremamente attuale.
Oltre alle creature citate ci sono anche degli androidi. Personalmente ho trovato molto interessante la riflessione su cosa si possa definire “umano” e sul concetto stesso di umanità che scatta a partire dal personaggio di Algernon Bankes, un ricco industriale dal corpo parzialmente artificiale, fanatico del progresso della meccanica. Attraverso il suo personaggio, il lettore viene messo a più riprese davanti a una considerazione: quando si smette di essere umani e quando si diventa macchine?

Molto vapore per nulla è un libro ben scritto, scorrevole e ritmato per nulla pesante o noioso. Un racconto pregno di dettagli (curati alla perfezione, ognuno con una funzione fondamentale), mai prolisso neanche nella spiegazione dei principi della fisica e di come questi si colleghino alla magia. Ciò che ho più apprezzato durante la lettura sono stati i diversi colpi di scena, specialmente quello finale per il modo in cui è stato reso. Fantastico!
Devo dire che al colpevole più o meno ci ero arrivata (dato il numero limitato di sospettati), ma non alle motivazioni del suo gesto. Il finale poi mi ha letteralmente lasciata in sospeso, perché il romanzo termina sapientemente con un cliffhanger e non vedo l’ora di ritrovare Harvey, l’allegra compagnia e di scoprire cosa Ottaviani ha in serbo per noi lettori.
Stefano Ottaviani e Gainsworth Publishing
Stefano Ottaviani è nato a Magenta (MI), nel 1992. O almeno così gli hanno detto, lui non se lo ricorda mica. Da sempre appassionato di fantasy, dopo la laurea ha deciso di lavorare in un ramo simile alla magia, in cui forze invisibili e quasi inspiegabili vengono sfruttate per creare risultati strabilianti. In poche parole, lavora nella microelettronica.
Molto vapore per nulla è il suo romanzo di esordio.
Gainsworth Publishing, fondata nel 2013, è una casa editrice dinamica e innovativa che si dedica a creare un ambiente sicuro per autori e storie meritevoli di essere raccontate. Con una forte attenzione alle nuove tecnologie, promuove la qualità, la magia e l’avventura nelle sue pubblicazioni, che sono curate da professionisti e realizzate con materiali di alta qualità.
La casa editrice si oppone fermamente all’EAP e alla disinformazione legata alla falsa editoria, impegnandosi anche in attività di formazione e divulgazione attraverso seminari e workshop su fantasy e scrittura creativa. Vincitrice della call dell’Hangar del Libro, Gainsworth si distingue per il suo impegno nell’innovazione, la sostenibilità e l’amore per la scrittura e l’intrattenimento, offrendo storie emozionanti e sorprendenti che alimentano la fantasia e il piacere della lettura.

Informazioni sul libro
Stefano Ottaviani
Gainsworth Publishing, 2023
Brossura con ali / Ebook, 368 pp. – 18,00 € / 4,99 €
ISBN: 9788899437466
La copia digitale del romanzo ci è stata gentilmente donata dalla casa editrice