Top 10 personaggi raccomandati degli anime

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Esistono personaggi negli anime talmente forti da essere considerati quasi imbattibili, mentre altri sembrano semplicemente… raccomandati. Alcuni conquistano i fan grazie a poteri straordinari e a capacità costruite con coerenza nel corso della storia; altri, invece, diventano sempre più forti senza una vera logica narrativa.

Parliamo di quei personaggi che ottengono power-up continui e abilità sempre nuove per motivazioni spesso deboli o del tutto insensate, senza nemmeno affrontare un reale percorso di crescita.

Diciamolo chiaramente: sono i classici “raccomandati” degli anime, personaggi che sembrano ricevere tutto senza meritarselo davvero. In questa personalissima classifica analizzeremo proprio loro: i personaggi anime – e, di riflesso, manga – più “oltremodo potenti”, gli ormai celebri OP (overpowered). Scopriremo così chi, nel corso delle proprie avventure, ha collezionato più agevolazioni narrative che vere difficoltà.

 

10) Meliodas – I sette peccati capitali

Meliodas
Meliodas – Seven Deadly Sins

I sette peccati capitali (o The Seven Deadly Sins – Nanatsu no taizai) è uno di quegli anime pieno di personaggi forti e ottimi spunti per i cosplay. Trasudando fanservice da ogni poro, questo anime — e manga, non dimentichiamolo — mette in scena una quantità impressionante di personaggi OP.

Tra tutti spicca senza dubbio Meliodas. Il protagonista incarna alla perfezione uno degli stereotipi più classici degli anime e manga: il prescelto apparentemente imbattibile, eterno ragazzino spensierato, estroverso, maniaco, senza paura e sempre pronto a dominare qualsiasi situazione. In pratica, il manuale del protagonista shonen fatto persona.

Al di là del carattere, Meliodas rappresenta il Peccato dell’Ira ed è talmente potente da non poter nemmeno utilizzare vere armi in combattimento: ogni scontro finirebbe inevitabilmente in una vittoria schiacciante. Per questo combatte con una spada dalla lama spezzata – che, ovviamente, non è un semplice rottame, ma una delle chiavi necessarie per spezzare il sigillo della prigione dei demoni millenari. E infatti, anche così, ogni battaglia termina quasi sempre allo stesso modo: con lui che domina gli avversari.

Il motivo? Naturalmente non poteva essere “solo” forte. Meliodas è la reincarnazione del demone più spietato della sua razza, figlio del Re dei Demoni ed ex capo dei Dieci Comandamenti. In altre parole: il più forte tra i più forti. E quando la trama lo richiede, ecco comparire puntualmente un nuovo potere nascosto, un ricordo risvegliato o un’abilità segreta pronta a ribaltare lo scontro di turno.

Diciamo che, se la tua storia inizia e tu sei già il guerriero definitivo perché nella tua vita precedente eri il migliore di tutti… beh, l’impressione di essere un tantino raccomandato viene eccome.

 

9) MIKASA – L’Attacco dei Giganti

Mikasa
Attack on Titan

Mikasa è il classico personaggio secondario degli anime che riesce a risultare costantemente una spanna sopra tutti gli altri, al punto da oscurare spesso il protagonista stesso. E proprio per questo finisce inevitabilmente per creare scompiglio attorno a sé, soprattutto a causa del rapporto ossessivo che la lega a Eren.

Fin dal suo ingresso nell’Armata Ricognitiva si è imposta come uno dei soldati più forti dell’intero esercito, e la cosa assurda è che ci riesce praticamente subito, appena uscita dall’addestramento e senza una reale esperienza sul campo. Conclude il corso come migliore recluta della sua generazione, surclassando chiunque in ogni ambito: combattimento corpo a corpo, agilità, velocità, riflessi e sangue freddo.

Ovviamente tutto questo non poteva dipendere “solo” dall’allenamento. Mikasa appartiene infatti al clan Ackerman — lo stesso di Levi — una famiglia dotata di capacità fisiche fuori scala che rende i suoi membri praticamente superumani. In sostanza, nasce già con un vantaggio enorme rispetto a chiunque altro.

Ma il punto più assurdo è che Mikasa non viene dipinta come eccezionale soltanto per il “gene Ackerman” o per il suo talento naturale: nel manga viene anche sottolineato più volte che possiede una marcia in più perché è asiatica.

Sì, davvero. E il problema non è tanto l’origine del personaggio in sé, quanto il fatto che questa caratteristica venga trattata quasi come una qualità speciale senza una vera spiegazione narrativa. Una scelta che finisce per sembrare più un’autoproclamazione dell’autore che un elemento realmente integrato nella lore dell’opera.

 

 

8) PEGASUS – I Cavalieri dello Zodiaco

Pegasus
Seiya – Saint Seiya

Se un anime si chiama Saint Seiya e tu sei Seiya, è abbastanza facile intuire quale sarà il tuo destino. Certo, esistono molte opere in cui il protagonista dà il nome alla serie senza per questo risultare “raccomandato”. Basta pensare a Hokuto no Ken, Rurouni Kenshin o Naruto… no, forse quello è un pessimo esempio.

Non importa quante volte venga colpito, scaraventato in altre dimensioni, congelato, bruciato vivo o ridotto in fin di vita: lui continuerà sempre a rialzarsi. Potete spezzargli ossa, togliergli i sensi, massacrarlo in qualsiasi modo possibile, ma il risultato non cambia mai. Prima o poi tornerà in piedi e vincerà lo scontro.

Gli esempi, nel corso della serie, sarebbero decine e decine, ma la situazione degenera con un evento particolare: Seiya riesce a tagliare il corno dell’armatura di Aldebaran del Toro senza aver nemmeno padroneggiato il Settimo Senso. Certo, il Cavaliere del Toro in quel momento decide volutamente di lasciar passare i Bronze Saint verso la casa di cui è custode… ma resta un dettaglio non da poco: le Armature d’Oro vengono considerate praticamente indistruttibili persino dagli altri Cavalieri d’Oro, ma evidentemente non da Seiya di Pegasus.

E naturalmente non finisce qui. Nel corso della storia si scopre anche che, durante la prima Guerra Sacra tra Athena e Hades, il Cavaliere di Pegasus riuscì addirittura a ferire il dio degli inferi con uno dei suoi colpi. Da quel momento il destino stesso sembra piegarsi alla sua volontà: il Pegasus è destinato a compiere imprese impossibili e, soprattutto, a non arrendersi mai.

Più che protetto dagli dèi, Seiya sembra protetto direttamente dalla sceneggiatura.

Per me è una raccomandazione. Leggete il manga e ditemi se questa cosa l’ho interpretata così solo io.

 

7) MONKEY D. LUFFY – Onepiece

Monkey D. Luffy
Monkey D. Luffy – Onepiece

One Piece è uno di quegli anime che vanno avanti da oltre vent’anni, con fan e spettatori ancora in attesa del gran finale. Esistono molte opere rimaste incompiute per vari motivi – come Mao Dante o Berserk – ma One Piece sembra essere finito in un altro tipo di problema: un circolo vizioso costruito interamente attorno a Luffy.

Lo schema ormai è sempre lo stesso: Luffy arriva su un’isola, ottiene un nuovo power-up e sconfigge il nemico di turno. Poi approda su un’altra isola, ottiene un altro power-up e batte un nuovo avversario. E così via, all’infinito. A questo punto è difficile persino contare quante trasformazioni o potenziamenti abbia ottenuto nel corso della serie. I suoi power-up ormai non hanno nulla da invidiare alle infinite evoluzioni dei Super Saiyan di Dragon Ball.

Negli ultimi archi narrativi, poi, la situazione è diventata ancora più estrema: Luffy arriva spesso a sconfiggere avversari nettamente superiori senza una reale giustificazione narrativa e, in alcuni casi, quasi senza nemmeno combattere davvero.

 

6) HIRO – Darling in the Franxx

Hiro Darling in the Franxx
Hiro – Darling in the Franxx

Darling in the Franxx nasce con l’ambizione di raccogliere l’eredità di opere come Getter Robot e Gurren Lagann, ma senza riuscire a replicarne la qualità dei protagonisti.

Hiro, pur non essendo il personaggio scritto peggio, è probabilmente il più raccomandato dell’intera serie. Non ha talenti particolari, né il carisma o la determinazione dei grandi piloti mecha a cui dovrebbe ispirarsi. La sua vera fortuna è una sola: Zero Two si è innamorata di lui da bambina.

Per tutta la storia è quasi sempre lei a trascinare la coppia, mentre Hiro rimane un protagonista piuttosto piatto e con poca crescita personale. Eppure viene continuamente trattato come l’eroe decisivo, fino ad attribuirgli persino la salvezza dell’umanità. Il tutto è reso ancora più assurdo dal funzionamento dei Franxx: mecha che diventano più forti in base al legame amoroso tra i due piloti. E guarda caso, l’amore tra Hiro e Zero Two genera il potere più forte di tutti.

Il sistema di Pilotaggio dei Mecha di Darling in the Franxx

Ma non si è mai spiegato il perché della “posa” di pilotaggio …

 

5) SATORU MIKAMI – Vita da Slime

Satoru Mikami
Vita da Slime

Vita da Slime è un Isekai, il sottogenere fantasy in cui un personaggio del mondo reale viene catapultato in una realtà parallela o fantastica. Un genere che, col tempo, è stato sempre più abusato fino a trasformarsi spesso nella storia del “ragazzo sfortunato” che finisce in un mondo fantasy circondato da poteri, successo e adorazione.

Ed è esattamente ciò che accade a Satoru Mikami. Dopo essere morto salvando una collega, si reincarna in un mondo fantasy sotto forma di slime. Peccato che, invece di essere il classico mostriciattolo debole degli RPG, il suo slime è praticamente onnipotente. Satoru può assimilare creature e ottenere i loro poteri, replicare oggetti, cambiare forma, diventare immune agli elementi, far evolvere i mostri attorno a lui e perfino combinare abilità diverse per crearne di nuove ancora più forti.

Negli Isekai moderni i protagonisti tendono già a essere parecchio raccomandati, ma Vita da Slime porta il concetto all’estremo: Rimuru sembra semplicemente non avere alcun limite.

Se vi piace il genere il mio consiglio è sempre di recuperare I Cieli di Escaflowne, un anime eccezionale!

 

4) MIDORIYA IZUKU – My Hero Academia

Midoriya Izuku
Midoriya Izuku – Boku no Hero Academia

My Hero Academia (Boku no Hero Academia) viene considerato lo shonen simbolo della sua generazione. Eppure, dietro il successo, non mancano personaggi poco utili alla trama ed espedienti narrativi piuttosto discutibili.

Nel mondo dell’opera quasi tutti possiedono un Quirk, un potere speciale che li rende straordinari. Tutti tranne Midoriya, il cui unico “potere” inizialmente sembra essere il coraggio. Poi però si scopre che il suo vero talento è essere incredibilmente raccomandato.

All Might, il più grande eroe del mondo e suo idolo assoluto, decide infatti di affidargli direttamente il One for All, il Quirk più potente esistente. Un potere talmente devastante da distruggere il corpo di Midoriya ogni volta che lo usa. Ma ovviamente c’è sempre qualcuno pronto a salvarlo: prima il medico della scuola, poi Eri, la bambina dal potere miracoloso che riesce a curarlo proprio quando la trama ne ha bisogno.

E non finisce qui. Dopo aver scoperto – letteralmente – che può usare anche i calci oltre ai pugni, emerge un altro dettaglio conveniente: il One for All normalmente sostituisce il Quirk originale del possessore… a meno che tu non sia il “prescelto”. E guarda caso Midoriya lo è. Così, oltre al potere principale, ottiene anche l’accesso alle abilità di tutti i precedenti possessori del One for All: qualcosa di mai visto prima nell’universo di My Hero Academia, ma perfetto per renderlo sempre più forte ogni volta che serve.

 

3) SASUKE UCHIHA – Naruto

Sasuke Uchiha
Sasuke Uchiha – Naruto

Servono davvero presentazioni per Sasuke? In Naruto è talmente “raccomandato” da sembrare il protagonista di un’altra serie. E nel manga, soprattutto verso la fine, si ha quasi l’impressione che Naruto diventi un personaggio di contorno, utile solo a chiudere il cerchio della storia di Sasuke.

Ma chi è Sasuke e perché si prende un posto così alto in questa classifica? Perché nel corso dell’opera accumula una quantità di power-up e vantaggi narrativi difficile da ignorare.

Le sue “vittorie” sono spesso quantomeno discutibili: contro Deidara, Orochimaru o Itachi, gli avversari muoiono da soli, che sia a causa di malattie o circostanze esterne. E anche quando perde, finisce comunque per essere trattato come un vincitore morale o narrativo. Un esempio su tutti: lo scontro tra i Kage, dove viene battuto da Gaara, dal Raikage, dalla Mizukage, dal vecchio Tsuchikage e perfino da Naruto senza usare la modalità eremitica… eppure è lui quello che, salvato da Obito all’ultimo secondo, continua a essere percepito come una minaccia assoluta.

Nel corso della storia, ogni suo potenziamento sembra arrivare più dal “destino” che dall’allenamento. Sasuke, infatti, è uno dei prescelti legati alla reincarnazione dei figli dell’Eremita delle Sei Vie, insieme a Naruto.

Questa rivelazione trasforma tutto: non solo introduce una profezia che ridefinisce il suo ruolo, ma finisce anche per appiattire la filosofia di crescita del manga, consegnando a Sasuke il ruolo dell’anti-eroe predestinato e iper-potente. Ed è proprio per questo che si guadagna il terzo posto in classifica.

2) KIRITO – Sword Art Online

Kirito
Kirito – Sword Art Online

Kirito – Kazuto Kirigaya nella vita reale – è un ragazzo convinto di non poter ottenere nulla di significativo nel mondo reale. Quando viene scelto come beta tester di un nuovo gioco online, si tuffa subito in quella realtà virtuale… salvo poi rimanervi intrappolato.

Trattandosi di un MMORPG fantasy, finisce presto in un dungeon dove, a causa di una serie di eventi tragici, molti compagni perdono la vita. Scoperto che la morte nel gioco coincide con quella reale, Kirito si carica di colpa e decide di completare da solo l’impresa, ottenendo così tutto l’esperienza, i tesori e finendo per “rompere” di fatto le regole del gioco.

Da lì in poi diventa una progressiva escalation: gli vengono attribuite abilità sempre più fuori scala, alcune persino non previste dal sistema originale. È estremamente veloce, abile con la spada, dotato di capacità rigenerative quasi assurde e riesce perfino a usare due spade, nonostante non fosse contemplato dal gioco.

Il risultato è un protagonista che accumula poteri su poteri fino a diventare praticamente invincibile, mentre praticamente ogni personaggio femminile del mondo di gioco finisce per innamorarsi di lui. E non si limita a un solo gioco: passando da un titolo all’altro, Kirito sembra mantenere e sommare sempre nuove abilità, come se ogni universo videoludico si adattasse a lui invece del contrario.

A quel punto la domanda è inevitabile: se non è questo essere “raccomandati”, cosa lo è?

 

1) GIORNO GIOVANNA – Le bizzarre avventure di GioGio Vento Aureo

Giorno Giovanna
Giorno Giovanna – Le bizzarre avventure di GioGio Vento Aureo

Haruno Shiobana, meglio conosciuto come Giorno Giovanna, è il figlio di Dio Brando – e già questo basta a suggerire un certo livello di “vantaggio narrativo” – e di una donna giapponese anonima. Dopo il trasferimento della madre a Napoli e il successivo matrimonio con un italiano, assume la sua nuova identità.

Inizialmente viene emarginato e bullizzato per la sua diversità, ma tutto cambia quando aiuta un membro della malavita in difficoltà. Da quel momento inizia a essere rispettato e decide di entrare nella mafia.

Essendo, di fatto, un Joestar (per via del corpo di Jonathan posseduto da Dio), sviluppa naturalmente uno Stand, come già accaduto a Jotaro, Joseph e Josuke. Il suo Gold Experience non è il più potente in termini puramente distruttivi, ma è probabilmente uno dei più “boostati” dell’intera serie.

Il suo potere base è già estremamente versatile: può infondere vita agli oggetti inanimati, trasformando per esempio un mattone avvelenato in un serpente velenoso e poi in antidoto, oppure far “ritornare” parti del corpo al proprietario, rendendo possibile rintracciare o neutralizzare bersagli in modo quasi inevitabile. Può persino trasformare oggetti comuni in armi letali, ribaltando completamente il significato degli oggetti stessi.

Se colpisce esseri viventi, induce uno stato di iper-percezione che paralizza il corpo mentre la coscienza accelera, amplificando la sensazione del dolore e rendendo ogni colpo estremamente debilitante.

Già così sarebbe un potere sufficiente a risolvere molti scontri… ma non basta. Gold Experience evolve in Gold Experience Requiem, una forma che annulla completamente qualsiasi azione o potere dell’avversario, senza nemmeno bisogno di contatto, e lo intrappola in un loop di morte infinito.

Un’evoluzione così estrema da trasformare qualsiasi scontro in una vittoria inevitabile.