Arabilioso, antologia di futurismo arabo – Recensione

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Arabilioso: una sola parola in grado di evocare le sensazioni di un libro intero. L’antologia di futurismo arabo edita Future Fiction e curata da Francesco Verso e Cristina Jurado propone nove spaccati di “meraviglioso” arabo, inteso come qualcosa in grado di suscitare meraviglia e incanto. La cura nei minimi dettagli di questa raccolta si può evincere anche dal lavoro dell’illustratrice Eugenia Ponzo, che ha creato la copertina senza rappresentare persone o simboli, in rispetto della cultura araba.

Copertina
Copertina

Tradotta da Roberta Loi, Arabilioso, antologia di futurismo arabo dà voce a cinque autrici e quattro autori provenienti da Libano, Iraq, Bahrain, Palestina, Siria, Giordania ed Egitto, e ospita un breve saggio sulla fantascienza araba a cura del divulgatore Emad El-Din Aysha.

 

 

I tre pilastri tematici di Arabilioso

Tema portante dell’antologia è il rapporto malinconico con il passato. La fantascienza occidentale ci ha abituati a grandi storie retrofuturistiche o progressiste, distopiche, post-apocalittiche o ipertecnologiche, ma in Arabilioso si entra nella sfera intima dell’individuo che cerca di tenersi aggrappato alle proprie radici culturali, in un mondo che sfreccia in direzione del futuro perdendo di vista il presente.

Ciò si riflette anche negli altri temi principali. Il cambiamento climatico viene trattato come come lutto collettivo. Qui, il paesaggio devastato diventa metafora di identità collettiva di paesi segnati da conflitti e traumi geopolitici. Infine, la tecnologia è trattata come un corpo estraneo che promette di migliorare la vita ma complica i legami con la famiglia e la tradizione.

 

 

Il problema della fantascienza

Ammettiamolo: quando si parla di fantascienza, i nomi che vengono in mente sono sempre i soliti. Americani e inglesi, guarda un po’. Tutt’al più si pensa anche a Cina e Giappone, ma il resto del mondo cade nel dimenticatoio. Ne consegue che ci siamo convinti che esista un unico modo corretto di fare fantascienza, quello che ricalca le “grandi penne”. O gli epici film di Hollywood.

The Market by Josh Durham ©
The Market by Josh Durham ©
https://www.artstation.com/artwork/JJVYd

 

Contro l’anglocentrismo

Per un genere che è sempre stato fortemente influenzato dalla politica, l’anglocentrismo è tanto specchio della nostra società quanto antagonista. Cosa si ripropone di fare la fantascienza se non immaginare futuri possibili, desiderabili o meno? E cosa accade quando quei futuri appartengono a una singola radice culturale? Implicitamente si fa passare il messaggio che gli altri futuri non siano altrettanto validi, interessanti, importanti. Che le altre radici culturali sono trascurabili.

Quando poi si parla di paesi che conosciamo unicamente attraverso i conflitti geopolitici e religiosi, si consolida il pregiudizio che la fantascienza, vista come genere altamente tecnologico e modernista, sia incompatibile con una cultura che ci viene mostrata solo attraverso la nostra lente occidentale (e un po’ megalomaniaca). Pregiudizio che rafforza stereotipo che rafforza pregiudizio. Dovremmo ormai averlo capito: togli la voce, togli rappresentazione, togli potere.

 

La rivendicazione di Arabilioso e Future Fiction

Prendiamo quel pregiudizio e prepariamoci a vederlo smontarsi pagina dopo pagina. Con le sue pubblicazioni, Future Fiction dimostra che esistono tanti modi di immaginare il futuro quanta diversità arricchisce il mondo, che ognuno di quei futuri è interessante, indipendentemente dalla lingua, dalla nazione e dalla religione degli autori. E Arabilioso è la prova che, sì, la cultura araba è compatibile con la fantascienza. Tramite quest’antologia di racconti, le voci di autrici e autori rivendicano il diritto di immaginare il proprio futuro senza dover perdere la propria identità.

Testi pubblicati dalla casa editrice
Testi pubblicati dalla casa editrice

 

Verso una fantascienza globale

La fantascienza non è il genere della tecnologia o delle catastrofi, ma un genere che indaga sul futuro partendo da presente e passato. È un genere profondo che si interseca con scienza, filosofia, sociologia, che a volte sfrutta espedienti fantastici per avere libertà di immaginazione. La fantascienza propone una doppia lettura delle storie: non solo intrattenimento, ma ragionamento e riflessione. Questa antologia ci apre la porta verso quei ragionamenti e quelle riflessioni di una cultura estremamente vicina alla nostra, ma verso la quale abbiamo eretto muri altissimi.

“La fantascienza può diventare un ponte che unisce immaginazione e innovazione nel mondo arabo e può aiutare anche il resto del mondo a comprenderne e accettarne la bellezza e la specificità.” (Cristina Jurado)

 

Un futurismo di sperimentazione stilistica

Mi sono soffermata a lungo a ragionare sulla scelta dell’editore di definirlo futurismo arabo e non fantascienza, e sono giunta a una conclusione del tutto personale. Mi piace pensare che la scelta sia stata fatta per dare modo al lettore di capire attraverso il titolo che in questi nove racconti non c’è quella fantascienza alla quale siamo abituati, ma piuttosto una ricerca artistica di diverse visioni del futuro, una sperimentazione stilistica che si fa carico di una sorta di rivoluzione del genere letterario nel mondo arabo.

 

Eterogeneità di voci

La sperimentazione stilistica diventa elemento caratterizzante di quest’antologia. I racconti presentano diversi gradi di confidenza con filoni e convenzioni del genere. Alcuni autori fanno uso di strumenti retorici della fantascienza hard, worldbuilding dettagliato e plausibilità tecnica. Altri preferiscono un approccio simbolico, dove gli elementi fantascientifici devono essere letti come metafore.

In alcuni racconti si percepisce l’influenza di autori come Philip K. Dick per quanto riguarda la paranoia tecnologica, o di Ursula K. Le Guin per l’attenzione all’esplorazione delle dinamiche sociali, ma ogni penna che firma quest’antologia rielabora gli elementi attraverso la sensibilità individuale e culturale, attingendo anche e soprattutto alla propria tradizione artistica e letteraria.

Future Fiction
Future Fiction

Una porta aperta verso il mondo arabo

Per tutti gli amanti della fantascienza che vogliono arricchirsi di nuovi futuri, per tutti coloro interessati al mondo arabo, questa è una lettura necessaria. Con questa antologia, Future Fiction e Francesco Verso aprono una porta su una realtà letteraria che non ha rappresentazione in Italia. Tramite i nove racconti abbiamo l’opportunità di conoscere nove voci diverse del panorama letterario arabo contemporaneo, ognuna con stile e approccio proprio.

Arabilioso è un libro che richiede al lettore di fare un passo fuori dalla propria comfort zone e accettare ritmi e immaginazioni diverse da quelle mainstream. Ma non è esattamente ciò che la vera fantascienza dovrebbe fare? Aprire portali, esplorare nuovi mondi, conoscere culture diverse dalla propria.

 

Informazioni sul libro

Arabilioso, antologia di futurismo arabo

AAVV (traduzione di Roberta Loi)

Future Fiction, 2024

Copertina flessibile / Ebook, 230 pags – 17,00€ / 5,00€

ISBN: 9788832077872

 

La copia cartacea del romanzo ci è stata gentilmente donata dalla casa editrice.