Le Tartarughe Ninja sono ancora un caposaldo della cultura pop e a ricordarcelo è stata la presenza a Lucca Comics & Games, tra gli ospiti di spicco, di Kevin Eastman. Al co-creatore di Teenage Mutant Ninja Turtles (TMNT) è stata dedicata una delle mostre dell’edizione appena passata del festival, assieme ad esposizioni del calibro de L’Eternauta e Warhammer.
L’anno scorso si è celebrato il 40° anniversario della storica serie a fumetti originale, quest’anno invece si festeggiano i 40 anni del primo indimenticabile adattamento cinematografico, ma il contributo di Eastman alla nona arte va ben oltre le quattro tartarughe guerriere: ha fondato due case editrici (Mirage Studios creata assieme all’altro papà delle Tartarughe Ninja Peter Laird, Tundra Publishing per conto proprio) e un museo dedicato al fumetto e all’animazione (il Words & Pictures Museum of Fine Sequential Art, aperto al pubblico dal 1992 al 1999 in Massachusets). Il suo lavoro ha supportato la pubblicazione di opere come Il Corvo, From Hell, Cages, Madman, nonché la rivista Heavy Metal per alcuni anni.
L’autore ha presenziato come ospite di Mirage Comics/Eterea Edizioni, che hanno anche curato la sua mostra: l’esposizione, intitolata A twisted ronin ninja, è stata allestita a Palazzo Guinigi ed era accompagnata da un omonimo volume, presentato in anteprima alla fiera. Tra corpose sessioni di firmacopie, uno showcase dal vivo e una conferenza, non potevamo perdere l’occasione di dare uno sguardo.
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Indice
ToggleKevin Eastman, nerd alla rivalsa
L’esposizione si apre con alcune tavole provenienti da storie realizzate prima del debutto di TMNT, una chicca assoluta considerata l’irreperibilità di questi fumetti in Italia. Tra questi figura “The adventures of Splat and Beggar“, uno dei primissimi primi lavori di Eastman; i protagonisti di queste storie, alternandosi con altre creazioni embrionali di Eastman/Laird, avrebbero in seguito fatto capolino nelle avventure delle Tartarughe Ninja (come ad esempio Fugitoid).
Sia Laird che Eastman curavano testi e disegni – cosa che permetteva una maggiore flessibilità nel lavoro in coppia – e le pubblicazioni erano tutte rigorosamente autoprodotte. Nella conferenza “American Graffiti”, tenutasi all’Auditorium San Romano l’ultimo giorno della fiera, l’autore ha ricordato tutti i rifiuti ricevuti da varie case editrici in quei primi anni, situazione che alla fine li ha spinti a fare il grande salto con la creazione di Mirage Studios e la produzione “casalinga”.

Da queste tavole si può intuire che lo stile, per quanto grezzo e ancora poco personale, cominciava a emergere. Jack Kirby è uno dei nomi più citati da Eastman per l’influenza che ha avuto sul suo lavoro, tuttavia in queste illustrazioni è impossibile non notare il debito con altre fonti: dall’underground americano (Robert Crumb, Richard Corben) all’avanguardia europea (Métal Hurlant, le cui storie arrivavano parzialmente negli Stati Uniti tramite la rivista Heavy Metal).
Non si può non citare anche Frank Miller, che ebbe un impatto profondo tanto sullo storytelling di Eastman quanto sulla sua esplorazione del medium. Da una parte TMNT nasce, tra le altre cose, come una sorta di parodia di Daredevil, fumetto preferito di Eastman sul quale un giovanissimo Miller cominciò a fare faville; dall’altra l’amore di Miller per il Giappone – riversato nel suo Ronin, o espresso attraverso le sue copertine per le ristampe in lingua inglese di Lone wolf and cub – aprirono a Eastman le porte dei manga.
Le umili origini delle Tartarughe Ninja

Si passa quindi all’ideazione delle celebri testuggini esperte di arti marziali, con illustrazioni che mostrano l’evoluzione dalle prime bozze al design finale. L’anatomia dei quattro personaggi viene rifinita sempre di più, rimanendo comunque molto stilizzata, fino a giungere alla versione definitiva che avrebbe esordito nel 1984 sulle pagine di Teenage Mutant Ninja Turtles #1.
Il tratto grezzo, a volte sporco, rimane, ma nel prosieguo della serie il senso estetico di Eastman comincia a emergere, esaltato da un bianco e nero incisivo. Le onomatopee diventano parte integrante della costruzione delle tavole (altra matrice milleriana) e l’azione è sempre chiara e comprensibile. Le tartarughe non sono aggraziate come il loro papà spirituale della Marvel, tuttavia i loro movimenti sono rappresentati con sufficiente dinamicità e la resa grafica dei combattimenti restituisce appieno la potenza che quei corpi animaleschi suggeriscono.


C’è spazio anche per i personaggi che accompagnano le tartarughe nelle loro disavventure. Baxter Stockman, uno dei primi villain della serie, April O’ Neil, Casey Jones con il suo iconico look, Bebop e Rocksteady e un variegato campionario di creature aliene e mutanti. L’impressione è che a differenza dei personaggi principali (Splinter, Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Donatello), passati attraverso diverse fasi, alcuni comprimari siano stati sviluppati con un’idea già abbastanza precisa del loro aspetto.
Preziosa anche l’esposizione di fogli con note e stralci di sceneggiatura (perlopiù dialoghi) scritti a mano, trasposti poi nelle tavole ultimate senze particolari cambiamenti. È evidente come il duo lavorasse in piena sintonia, al punto che i compromessi tra le preferenze personali non generavano discrepanze nel fumetto: Laird era più orientato sulle componenti fantascientifiche, come si evince dalla presenza massiccia di robot e alieni in diversi archi narrativi, mentre Eastman amava raccontare storie di eroi da strada, con elementi da b-movie, estetica punk e metal. In TMNT si ritrova tutto questo, sorprendentemente amalgamato.

Alcune pareti sono dedicate interamente alle cover – accompagnate da bozzetti preliminari – in cui la spettacolarità delle pose plastiche lascia decisamente il segno. Il tratto di Eastman è rimasto consistente negli anni, ma si possono facilmente distinguere le copertine moderne dal fatto che le bandane indossate dai quattro fratelli hanno colori diversi (caratteristica sdoganata dalla serie animata del 1987 e usata poi in tutti gli adattamenti successivi). Nel fumetto originale le bandane erano invece tutte rosse, come si evince dalle cover a colori delle raccolte in volume.
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Scontro tra mondi
Di tanto in tanto fanno capolino anche simpatici crossover, realizzati in occasione di apposite miniserie, come quelli con i Ghostbusters o con la DC Comics. Quest’ultima ha visto le tartarughe scontrarsi con Batman – altro eroe prediletto da Eastman – e il successo delle vendite è stato tale da aver generato anche una trasposizione animata (Batman vs. Teenage Mutant Ninja Turtles)

Per Eastman anni dopo il cerchio si sarebbe chiuso proprio con l’acquisizione di Heavy Metal, integrata in Tundra Publishing; Laird riteneva la gestione di TMNT troppo grossa per pensare di dedicarsi anche ad altro, ma il suo collega intendeva da tempo occuparsi di un progetto rivolto esclusivamente a un pubblico adulto. In qualità di editor ha avuto modo di omaggiare artisti che ammirava da sempre, come con Legends of Arzach, in cui è stato raccolto il tributo di diversi disegnatori ai mondi e ai personaggi di Moebius.

Uno sguardo al passato per tracciare il futuro
La parte finale della mostra è dedicata naturalmente alle ultime incarnazioni delle TMNT: quelle delle serie moderne targate IDW Publishing, ma soprattutto quelle di Teenage Mutant Ninja Turtles: L’ultimo Ronin, fumetto accolto trionfalmente dai fan delle tartarughe originali: la serie infatti nasce da un concept elaborato da Laird e Eastman negli anni ’80, come potenziale conclusione del loro ciclo sulle Tartarughe Ninja ambientata molti anni dopo gli eventi della serie classica.
Anche se realizzato materialmente assieme ad altri artisti, Eastman si è dedicato a questo sequel solo dopo essersi consultato con Laird (ormai fuori dal giro delle TMNT), segnando quindi la loro prima effettiva collaborazione da oltre vent’anni. I disegni di quest’ultima versione abbracciano il mood più cupo e fatalista di cui è intrisa la storia. La maturità artistica di Eastman e il design che si ricollega all’estetica della serie dell’84 crea un contrasto affascinante.

Poter visionare tutte queste tavole e questi cimeli del fumetto indipendente è stata una bellissima esperienza. Dentro questi disegni si vede tutta la passione di due autori che hanno sempre anteposto il divertimento a tutto il resto. La creatività infusa in opere come Teenage Mutant Ninja Turtles è la ragione per cui Kevin Eastman è riverito come un autore cardine dei comics americani e una bandiera del fumetto underground.