Voglio mangiare il tuo pancreas – World diabetes day 2025

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Per molti il 14 Novembre potrebbe rappresentare una data come tante sul calendario, ma così non è per circa 500 milioni di persone nel mondo affette da diabete, malattia debilitante che coinvolge il pancreas. In questa data, infatti, ricorre la giornata mondiale del diabete, un giorno di sensibilizzazione e di prevenzione da questa malattia. Spesso il genere fantasy è un’ancora di salvezza, un mezzo per vagare fra mondi diversi e lasciare indietro il nostro, fatto di preoccupazione e ansia ma, a volte, esso può rappresentare ciò che siamo, rispecchiare un momento della nostra vita facendoci sentire meno soli.

In questa data, dunque, abbiamo deciso di analizzare con voi un classico giapponese che ha fatto battere il cuore e bagnare gli occhi di molti: Voglio mangiare il tuo pancreas, anime molto conosciuto che rispecchia appieno le condizioni di migliaia di giovani di oggi affetti, nello specifico, da diabete di tipo 1, diabete giovanile o malattie del pancreas in generale. Attenzione! L’articolo può contenere spoiler.

 

Uno sguardo alla trama

Per chi non conoscesse il genere, niente paura! Facciamo un piccolo riassunto della trama con la speranza che andiate a recuperare questo capolavoro il prima possibile. Di cosa parla il film? Voglio mangiare il tuo pancreas è un film anime del 2018 diretto da Shin’ichirô Ushijima, tratto dal romanzo omonimo di Yoru Sumino del 2014. Un timido ed introverso ragazzo scopre, per puro caso, il segreto di una sua compagna di classe solare e amichevole, Sakura Yamauchi, grazie al ritrovamento del suo diario della malattia.

 

Protagonisti voglio mangiare il tuo pancreas nel manga

 

La ragazza è infatti affetta da una grave malattia al pancreas, resa nota solo ai suoi familiari e ora al compagno di classe. Inizia così un’amicizia quasi bizzarra fra due ragazzi con caratteri decisamente opposti, che sembrano in qualche modo completarsi tra prime esperienze e uscite. Lui troverà in lei un’ancora di salvezza dalla sua solitudine, nonostante l’iniziale imbarazzo e disagio, ma il finale non sarà come ve l’aspettavate

 

Un’amicizia strana ma speciale

Dal momento in cui avviene il ritrovamento del diario, fra i due protagonisti si instaura un rapporto che sembrava destinato ad intrecciarsi. Sakura è pienamente convinta di volere Haruki Shiga nella sua vita da quel momento in avanti e diventa l’unico, oltre la sua famiglia, a sapere della sua malattia e a diventare la spalla su cui contare. Superati i primi momenti imbarazzanti, su come porsi e muoversi, Shiga accetta questa condizione, inizialmente pensando che la confidenza appena nata fosse dovuta alla scoperta del suo segreto ma… non è del tutto così.

Oltre alla scoperta, il nuovo amico è un soggetto considerato strano e introverso, quasi un emarginato nella sua classe, per questo motivo Sakura decide di aiutarlo a fare amicizia essendo lei molto popolare. Una sorte di missione benevola? Molto di più: ella decide di stringere questo rapporto anche per far conoscere la vera natura del suo amico a tutti.

Ma c’è anche un altro motivo: essendo una persona quasi estranea e con un carattere ben diverso dalla sua solita cerchia, Haruki è l’unico a poterla guardare con con gli occhi della pena, della tristezza e dell’accondiscendenza, come la vedrebbero i suoi amici, ma con una visione sincera di chi sta imparando a conoscerla giorno per giorno.

Questa immagine ha un obiettivo ben definito nei confronti dello spettatore, ossia far comprendere come spesso chi è soggetto a una patologia debba sopportare i continui sguardi di compassione della gente, i pregiudizi, le chiacchiere fuori luogo…   spesso bisogna solo fermarsi a conoscere e andare al di là della malattia perché, come ci insegna Sakura, c’è un mondo di esperienze e una persona nuova da conoscere dietro la sua malattia e noi dovremmo concentrarci anche su quello.  

 

Le malattie non sono un tabù

Negli ultimi decenni trovare un film d’animazione che parli di soggetti affetti da patologie è veramente difficile, sembra esserci un vero e proprio clima di timore su questo tema, come se i bambini e i ragazzi di oggi non debbano fare i conti con questa realtà. La malattia sembra, infatti, inevitabilmente associata a qualcosa di cui non si può parlare, sinistro e da allontanare quanto più possibile, insomma, la malattia quasi non esiste, riguarda gli altri e non te, dunque non devi curartene.

Solo di recente, la situazione sembra essere un po’ cambiata, cercando di portare un’apertura graduale sul tema nonostante molteplici opinioni contrastanti come accaduto, per restare in tema, alla Barbie col sensore per la misurazione della glicemia, anche se grandi marchi come la Disney hanno iniziato a rappresentare ragazzi fuori dalla consueta “normalità”. Ma per la cultura giapponese o, nello specifico, per ciò che riguarda la sua cinematografia, le cose sono ben diverse.

La cultura orientale sembra essere, infatti, molto più aperta e accondiscendente sul tema della malattie e delle difficoltà che un essere umano può riscontrare durante la propria vita, rappresentandole in svariato modo e permettendo allo spettatore di entrare a contatto con delle realtà differenti alla propria, comprendere meglio il mondo che ci circonda e gli stati d’animo delle persone affette da determinate patologie e, a quest’ultime, di sentirsi incluse e capite.

 

Protagonisti in ospedale

 

Voglio mangiare il tuo pancreas è un chiaro ed emblematico esempio. Come abbiamo precedentemente accennato, sono milioni i ragazzi e i bambini affetti da diabete o da malattie che colpiscono il pancreas e, finalmente, vi è un film che parla di loro, del loro stato d’animo anche se in chiave meno moderna. Il diario è il motivo per cui tutto inizia e in questa prima fase le domande sulla malattia e le curiosità su di esse non mancano; la protagonista sembra prendere la sua situazione con calma e tranquillità, non facendo trasparire alcun sentimento di paura, rendendo il tutto un po’ più leggero.

Nella seconda parte, però, la situazione inizia a cambiare, lo spettatore è portato a rendersi conto della malattia: Sakura viene ricoverata per alcuni valori non nella norma, suscitando un clima di preoccupazione, ma non solo. Una semplice gita, momento apparentemente normale per tutti noi, rivela una parentesi che è quasi uno schiaffo per lo spettatore: il contenuto della valigia di Sakura per la sua gita fuori porta, pieno di medicine e siringhe.

L’anime non nasconde, rivela. Rivela quella che è l’attuale situazione di chi vive queste situazioni e di come, spesso, siamo portati a dare per scontato alcune azioni che molto spesso non lo sono o addirittura a pensare che basti poco per risolvere ogni situazione. 

 

Perché voglio mangiare il tuo pancreas?

Ma, quindi, da dove arriva questo titolo così particolare e d’impatto? Se il film parla di una malattia, perché dovrei voler mangiare un organo interno di una persona? Il significato è molto più profondo di quel che si può pensare e viene rivelato all’interno della storia stessa. Ciò è legato ad un desiderio espresso da Sakura e ad una leggenda che l’anime racconta, ma che preferiamo non spoilerarvi.

Questa leggenda rappresenta un’ancora di salvezza in una situazione inevitabile che prima o poi dovrà accadere. Sakura è consapevole di non poter vivere tanto quanto i suoi coetanei – sebbene le cure moderne le permettano di vivere una vita quasi normale – così pone in questa leggenda le sue speranze e la sua anima. Questo è il messaggio che il film d’animazione vuole enunciare a gran voce: il suo pancreas sarà, probabilmente, il motivo per cui morirà, ma sarà anche il mezzo con cui la sua anima e lei stessa potrebbero vivere in eterno.