Promare: Proseguendo l’eredità di Gunbuster

Promare è il nuovo film d’animazione giapponese targato studio Trigger e XFLAG ed è diretto da Hiroyuki Imaishi.

Imaishi è uno dei fondatori dello Studio Trigger e sul curriculum può vantare la regia di Re: Cutie Honey, Sfondamento dei cieli Gurren Lagann, Panty & Stocking with Garterbelt ed ha lavorato alla regia di Kill la Kill e collaborato per il progetto di Neon Genesis Evangelion.

Non un novellino dunque ed il lavoro su Promare lo dimostra ampiamente. Il film è stato distribuito nei cinema italiani in un evento speciale dal 3 al 5 Febbraio di quest’anno e, lasciatemelo dire, se lo avete perso avete perso una bellissima esperienza.

 

Promare combatte il fuoco col fuoco

Con un oceano di colori Promare ci catapulta in un mondo gettato nel caos a causa della comparsa dei Burnish, una razza di esseri fiammeggianti apparsi a causa di una mutazione genetica, esseri che sentono l’irrefrenabile desiderio di dar fuoco a tutto ciò che li circonda.

Il Mecha di Galo
Il Mecha di Galo

 

La storia ci mostrerà Galo Thymos, nuovo membro dei “Burning Rescue” (la squadra anti-Burnish e vigili del fuoco della città), combattere con Lio Fotia, il leader dei Mad Burnish, un gruppo terroristico che dopo 30 anni di inattività riprenderà a riportare distruzione.

Molto lontano dalle storie romantiche a là Your Name e Weathering with You, o La forma della voce e Voglio mangiare il tuo pancreas (film di cui consigliamo la visione), Promare saprà far ardere lo spirito combattivo degli spettatori regalandoci un’esplosione di energia sotto forma di un’animazione semplice ma ipercinetica, che non fa altro che mozzare il fiato in ogni combattimento.

Lio dei Mad Burnish
Lio leader dei Mad Burnish

 

Seguendo la scia del filone dei Super Robot degli anni ’70 ed ’80, siamo presi per mano da Galo e Lio alla scoperta di Promare. Il film non è infatti solo un pretesto per mostrare robottoni colorati e riprendere i temi di Gurren Lagann, ma sa regalare momenti divertenti e di riflessione.

Non c’è da aspettarsi però una storia particolarmente profonda.

In tutte le opere migliori dello Studio Trigger la storia non è altro che un mero pretesto narrativo, per gettare gli spettatori in una sequenza mozzafiato dopo l’altra. Ciò non significa che il film non abbia una logica o non sappia emozionare, semplicemente non si approfondiscono cose che si potrebbero sviluppare molto meglio.

Come successo per il gioco Dark Souls abbiamo una trama abbozzata, che va scoperta con la “lore”.

 

Cosa c’è da aspettarsi in Promare?

Anche se non sembra, Promare mostra molti spunti di riflessione, proprio grazie ai due protagonisti.

Nonostante la palese somiglianza con il Kamina di Gurren Lagann, Galo non è macho quanto lui e sa mostrare un lato dolce e sensibile quando serve, molto vulnerabile in tanti frangenti. Il suo rapporto con Lio sarà il cardine della pellicola.

Galo e Lio
Galo x Lio – l’attuale ricerca “yaoi” più cliccata sul Web

 

Dapprima l’essere nemici, poi si scoprirà la complicità. C’è da dire inoltre che il film gioca molto sul possibile risvolto “yaoi” dei due protagonisti, regalando una scena molto poco velata andando a punzecchiare lo spettatore.

Nessuno dei personaggi secondari è ben caratterizzato quanto loro, anzi, sembra quasi che neanche ci abbiano provato a scrivere più di tanto su di essi. La cosa è molto triste e lascia spazio a tanti punti interrogativi che avrebbero potuto arricchire la narrazione.

Al contrario, però, il cattivo sa il fatto suo. Kray Foresight nasconde dietro la facciata dell’eroe amato dal mondo, il suo vero volto da pazzo manipolatore. Epici saranno i momenti in cui si vedrà il vero Kray.

Ma Promare non è altro che un nuovo robottone Gainax, che urla (come fatto da Evangelion, Diebuster e Gurren Lagann prima di lui) Gunbuster da ogni poro.

 

Da Gunbuster a Promare. Cambiano le generazioni, ma non le emozioni

Punta al Top! GunBuster(o Toppu wo nerae!) è un anime composto da sei OAV (Original Anime Video) e nasce dal lavoro dello studio Gainax, con la partecipazione del character designer Haruhiko Mikimoto (Macross e Gundam 0080) e Hideaki Anno alla regia.

Gunbuster
Il Gunbuster in tutta la sua bellezza

 

All’apparenza uno dei tanti anime con un robottone gigante. Ad una più attenta lettura troviamo invece un’opera capace di scoperchiare i pregiudizi del genere, per mostrare che c’era molto di più sotto la superficie.

Noriko Takaya (la protagonista) viene scelta per pilotare il più potente robot terrestre alla difesa del mondo da invasori alieni.

All’inizio sembra che Noriko non sia stata scelta per meriti reali, ma perché figlia dell’ammiraglio capo delle difese terrestri. Questo genera l’insicurezza nella giovane tipica degli adolescenti, e ad alimentare ciò contribuisce l’abbandono del padre (impegnato nel conflitto), e l’invidia dei suoi compagni.

Non ci sarà invidia per Galo, ma anche lui fu scelto come membro della Burning Rescue non tanto per reali meriti, quanto per una raccomandazione.

Nel contesto che anticipa di ben trentadue anni quello di Promare, Noriko dovrà trovare la forza dentro di se per continuare a vivere e capire che prima di affrontare i nemici esterni tocca far pace con i propri demoni interiori.

Dalla nascita di Gunbuster ogni anime di mecha Gainax (o Trigger) che ha seguito quest’ultimo ha mantenuto sempre lo stessa schema. Non per nulla lo stesso acclamato Neon Genesis Evangelion replicò (in chiave più semplice) il processo di Gunbuster, cercando di offrire al grande pubblico un’opera che appariva profonda, ma che al contempo fosse abbastanza commerciale da poter salvare Gainax dal fallimento di Nadia ed il mistero della pietra azzurra.

Cosa che ormai sanno tutti.

Come successo a Noriko, anche Galo in Promare sarà inserito nel team di difesa mondiale per meriti non apparentemente legati alle proprie capacità, e dimostreranno con il loro spirito ardente il loro valore nel corso della storia.

Pur dimostrandosi valenti combattenti, daranno il meglio di loro stessi quando decideranno di fidarsi totalmente di un compagno. Come Noriko e Kazumi Amano in Gunbuster, Kamina e Simon in Gurren Lagann e Shinji e Nagisa in Neon Genesis Evangelion, Galo darà il meglio di se quando combatterà al fianco di Lio per salvare il mondo, a bordo di un robottone mutaforma.

Come già successo per i predecessori, anche qui è replicata la posa tipica del Gunbuster.

Quando sono al pilotaggio del Galo de Lion (mecha che verrà controllato da Galo e Lio), non si poteva non mostrare il robot dritto in piedi a braccia incrociate visto fin troppe volte anche in Gurren Lagann, Kill la Kill e persino in Darling in the Franxx.

Scena di Neon Genesis Evangelion
Omaggi visivi

 

L’unica citazione più velata per quanto riguarda Evangelion è nella sigla. Come il Gunbuster che mostra il suo vero potere quando distende le braccia all’esterno, vedremo l’Eva 01 fare lo stesso, dove spunteranno poi le ali da “angelo”.

 

Un film da vedere

Promare è un film che riesce a riscrivere il genere mecha pur mantenendosi saldo sui canoni che lo hanno reso famoso.

Con ottimi personaggi (parlando di Galo, Lio e Kray) ed una trama coinvolgente che spicca nel crescendo finale (in pieno stile Gurren Lagann), questa è una pellicola che saprà far appassionare anche i non amanti dei robottoni.

Il vero fiore all’occhiello del film sono però le animazioni. I disegni in due dimensioni si sposano perfettamente con la computer grafica riuscendo a catturare lo spettatore in un’orgia di colori senza fine. Lo studio Sanzingen, che ha curato la CG in tre dimensioni, ha svolto un ottimo lavoro.

Ma del resto, avevano mostrato tali capacità già con 009 Re:Cyborg e New Initial D.

Burning Rescue
La Burning Rescue

 

Sul comparto sonoro non c’è niente da dire. Le musiche sono tutte belle e le OST ti entrano in testa dalla prima volta che le si sente, riuscendo a dare il perfetto tema a ciò che si sta guardando.

Il doppiaggio italiano è perfetto in ogni espressione. Ottimo il lavoro di Maurizio Merluzzo per Galo e di Alessio Puccio per Lio – ma il picco massimo lo raggiungere Andrea Ward al doppiaggio di Kray, che riesce a caratterizzare ad ogni sillaba il Villain del film.

Promare è un film consigliato a tutti, non solo a chi è cresciuto con i robottoni giapponesi, e se riuscite a dargli una possibilità non ve ne pentirete.