Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram

Bayonetta: La strega più sexy dei videogame festeggia la prima decade

Bayonetta è un gioco d’azione sviluppato da Platinum Games con la direzione di Hideaki Kamiya, e narra le avventure dell’omonima strega che affronta le forze del Paradiso e dell’Inferno. La storia si sviluppa in due avventure approdate su PS3, Xbox 360, Nintendo Wii U, Nintendo Switch e PC (anche se il secondo capitolo della serie è prodotto da Nintendo come esclusiva).

Nel corso degli anni il gioco ha attirato un gran numero di fan – grazie anche al carisma della protagonista – ma per festeggiare il suo decimo compleanno abbiamo deciso di approfondire un po’ questo titolo e l’universo che ha creato.

 

Bayonetta: La nascita

Bayonetta nasce dall’insoddisfazione di Hideki Kamiya per la direzione intrapresa dal franchise – da lui creato – Devil May Cry; non potendo più lavorarci decise di creare un titolo simile, evolvendone il concetto senza restrizioni alcune. L’8 Ottobre 2009 fu resa disponibile in Giappone una demo tramite il PlayStation Network e il MarketPlace di Xbox Live, mentre nel resto del mondo arrivò il 3 Dicembre dello stesso anno.

Durante la creazione di Bayonetta si decise che la sensualità dovesse essere un punto importante per il personaggio; lo stesso Kamiya parlò delle storie che diedero ispirazione ai poteri della strega. Seguendo le credenze popolari occidentali, le streghe erano note per utilizzare i loro capelli come catalizzatori magici per mettersi in contatto coi demoni.

Uno dei primi design di Bayonetta aveva dei lunghi capelli corvini, che le scendevano dalla nuca coprendo interamente il suo corpo; questo bozzetto fu scartato proprio perché celava il “corpo sexy” della protagonista durante il gameplay. Nel il gioco infatti Bayonetta ha i capelli legati e li scioglie solo quando “fa sul serio”. In qualunque momento il giocatore doveva avere la possibilità di godersi le sue movenze senza problemi.

Quando approdò sulle console il gioco fu accolto molto bene da pubblico e critica; la rivista Play Generation lo classificò come il quinto migliore titolo d’azione del 2010, uno dei quattro migliori titoli con una strega per protagonista e uno dei quattro migliori giochi di sempre ambientati all’Inferno.

Oltre alle “doti” della protagonista, Bayonetta mostra un gameplay ricco di possibilità e dall’elevata rigiocabilità, fresco e frenetico; non per nulla è considerato da molti – come dallo stesso creatore – l’evoluzione di Devil May Cry. Ma nonostante ciò ha avuto i suoi momenti bui.

Malgrado la distribuzione in contemporanea, le versioni Playstation 3 e Xbox 360 mostravano differenze troppo sostanziali, e offrivano letteralmente esperienze di gioco differenti. Non era obiettivo del team far approdare Bayonetta anche su PS3 e si dovette fare un porting della versione Xbox già pronta. Il gioco su Playstation presenta però colori sbiaditi, texture a risoluzione più bassa, ed è contornato da tempi di caricamento più lunghi e comandi imprecisi. Il produttore Atsushi Inaba ha dichiarato in un’intervista:

Il più grande fallimento di Platinum Games, quello che mi si è fissato in testa, è il porting di Bayonetta per Playstation. All’epoca non sapevamo come sviluppare al meglio su Playstation 3 e qualunque cosa avessimo potuto fare è irrilevante. Abbiamo preso una decisione che non potevamo prendere. Il risultato finale e ciò che venne proposto ai giocatore fu, per me, il nostro più grande fallimento.

Nonostante la netta superiorità della versione Xbox, il pubblico amò ugualmente Bayonetta, e fu diramato un lungometraggio animato intitolato Bayonetta Bloody Fate, per approfondire la trama del gioco.

 

Un titolo pieno di citazioni

Citazioni e richiami alla cultura magica abbondano nell’opera di Kamiya; come già indicato i poteri della protagonista si basano su credenze occidentali in materia di stregoneria: Bayonetta e le altre streghe di Umbra usano i capelli per portare a termine attacchi magici e richiamare demoni dal mondo demoniaco.

Eppure troviamo tante altre piccole chicche interessanti in questi giochi, come ad esempio il linguaggio degli angeli. All’apparenza i nemici della strega parlano in modo confuso e non comprensibile, invece il loro linguaggio è una vera e propria lingua: l’Enochian. Questa dovrebbe essere una “vera” lingua angelica, registrata da John Dee e Edward Kelley; si tratta dei due matematici che nel sedicesimo secolo seguirono i miti di Enoch, il primo umano che si dice abbia imparato la lingua degli angeli.

Il produttore Jean Pierre Kellams, incaricato di creare un linguaggio per gli incantesimi di Bayonetta, decise di usare l’enochiano per ogni attacco della strega.

Molte citazioni però sono prese dai videogame e spesso indicano il nome di sviluppatori che hanno lavorato al progetto.

Nell’opening ambientata al cimitero del primo titolo è visibile una tomba che riporta il nome Team Little Angel, che si rifà al team di sviluppo di Capcom che ha lavorato a Devil May Cry: Team Little Devil. Parlando di citazioni, il personaggio Luka dirà a Bayonetta che “se dovesse morire, il cuore di molte donne si rattristerebbe”; queste donne sono nominate Claire (protagonista di Resident Evil 2), Trish (demone che aiuta Dante in DMC), Silvia (la compagna di Viewtiful Joe) e Ammy (il soprannome dato alla dea Amaterasu nel gioco Okami).

Questi giochi sono continuamente richiamati durante il corso dell’avventura della strega. Quando Bayonetta si trasformerà in pantera, la sua corsa sarà contrassegnata da una scia di fiori neri che compariranno al suo passaggio (proprio come la scia di fiori che lasciava Amaterasu in Okami), mentre in una particolare scena Bayonetta disegnerà sul volto di Luka i simboli della dea.

Un’altra tomba nella Opening riporta la dicitura: Joe “Red Hot” homerun hitter, che rimanda al gioco “Viewtiful Joe”, sempre del Clover Studio Team (la sottodivisione della Capcom di cui è composta prevalentemente Platinun Games); o ancora, andando a trovare Rodin nel suo negozio ci potrà accogliere un “Hey, check this out! Whadya buyin’?“, rimando al venditore ambulante di Resident Evil 4 che vende armi e munizioni a Leon, nel corso del gioco.

Essendo il primo titolo prodotto da Sega non abbiamo solo citazioni ai giochi Capcom: nell’intro del gioco Enzo e Rodin presenziano al funerale di Eggman the Destroyer citando Sonic.

 

L’arrivo su Nintendo

Bayonetta è diventato subito un gioco d’azione importante per gli amanti del genere, e nonostante le ottime vendite e recensioni abbiamo rischiato di non vedere un sequel. Durante lo sviluppo del secondo capitolo – proseguimento diretto del primo – Sega aveva annunciato che “a causa del difficile clima economico e ad un cambiamento nel mercato videoludico” avrebbe rinunciato ad alcuni sviluppi. Bayonetta 2 era tra questi.

Sega decise di concentrarsi su giochi con marchi più sicuri come Sonic, Total War ed Alien. Così Platinum Games dovette bloccare il progetto nel bel mezzo della produzione. Secondo i tweet di Kamiya stesso, il team di sviluppo si trovò senza publisher e con un gioco incompleto: Nintendo gli tese una mano in cambio dell’esclusività del titolo.

Molti fan mostrarono il loro dissenso e attaccarono Platinum Games, ma Kamiya rispose con un video affermando: “Senza Nintendo, non avremmo mai avuto Bayonetta 2”.

A quel punto rimase – all’apparenza – un solo ostacolo da superare: Nintendo era un marchio “family friendly” e gli sviluppatori avevano paura di dover apportare eccessive modifiche al gioco; l’azienda giapponese invece gli lasciò carta bianca su tutto. Nel corso dell’avventura non solo si può godere di ogni movenza di Bayonetta, ma ci viene offerto un set di costumi alternativi ispirati ai personaggi Nintendo, che sulla strega fanno davvero una bella figura.

Pamela Horton nei panni di Bayonetta

Con i costumi alternativi della principessa Peach e della principessa Daisy Bayonetta evocherà Bowser; durante lo sviluppo del titolo fu chiesto a Nintendo se fosse stato un problema utilizzare Bowser per uccidere degli angeli. Dai piani alti approvarono la scelta.

L’ostacolo del family friendly sparì definitivamente quando la stessa Nintendo organizzò uno stand pubblicitario in collaborazione con Playboy. Pamela Horton – conosciuta come Miss Ottobre 2012 – posò nelle vesti di Bayonetta.

Bayonetta è venduto in bundle su Switch – dove potete giocare il primo e il secondo capitolo della saga – ed è ricomparsa sugli store Microsoft e Sony in una versione “rimasterizzata“, per il decimo anniversario del brand. Se non lo avete ancora giocato, allora mi sembra il momento adatto per farlo.

Potrebbe interessarti anche: